Nuovo sopralluogo a Gemona.
Nuovo sopralluogo dei carabinieri nella villetta di Gemona dove, lo scorso 25 luglio, venne ucciso Alessandro Venier, 35 anni. Gli investigatori del Nucleo investigativo di Udine sono tornati nell’abitazione nell’ambito degli accertamenti coordinati dalla Procura, dopo le ultime dichiarazioni rese dalla madre della vittima, Lorena Venier, davanti al pubblico ministero.
Durante l’attività è stato sequestrato un cuscino, trovato nel bagagliaio della Fiat Panda di famiglia. Secondo quanto riferito dalla donna nell’interrogatorio, quell’oggetto sarebbe stato utilizzato per soffocare il figlio. Il reperto sarà con ogni probabilità sottoposto ad analisi genetiche e ad ulteriori accertamenti tecnici.
Le accuse a carico delle due donne
Lorena Venier e la compagna della vittima, Mailyn Castro Monsalvo, risultano indagate per omicidio volontario pluriaggravato, oltre che per vilipendio e occultamento di cadavere. Le indagini sono ancora in corso e dovranno chiarire nel dettaglio ruoli, responsabilità e dinamica dei fatti.
La ricostruzione fornita dalla madre agli inquirenti delinea una sequenza drammatica. Alessandro Venier sarebbe stato prima narcotizzato con un medicinale sciolto in una limonata, poi gli sarebbero state praticate due iniezioni di insulina. Successivamente, secondo quanto emerso, sarebbe stato soffocato con un cuscino.
Il soffocamento indicato come causa fatale
Proprio il soffocamento, in base agli esiti dell’autopsia, sarebbe stato l’azione fatale. Dopo la morte, al collo della vittima sarebbero stati stretti due lacci da scarpa. Il corpo di Alessandro Venier venne poi fatto a pezzi, secondo la ricostruzione, dalla sola madre e nascosto in un bidone coperto di calce.
Il sequestro del cuscino rappresenta ora un nuovo passaggio nell’inchiesta. Gli accertamenti scientifici potranno fornire elementi utili per verificare quanto dichiarato durante l’interrogatorio e per ricostruire con maggiore precisione le ultime ore di vita del 35enne.
Indagini ancora in corso
L’inchiesta resta aperta e prosegue su più fronti. Gli investigatori stanno lavorando per mettere insieme dichiarazioni, riscontri tecnici e risultati degli esami medico-legali. Al centro degli accertamenti ci sono la dinamica dell’omicidio, il ruolo delle due indagate e le fasi successive alla morte della vittima, compreso l’occultamento del corpo.
