La Somalia riproduce le crisi: Mogadiscio, il “sangue” scorre per gli sgomberi delle case

Durante le manifestazioni di domenica 10 maggio, fonti di stampa locali somale hanno accusato le forze di sicurezza di aver sparato proiettili veri per disperdere i manifestanti antigovernativi nel quartiere di Daynile a Mogadiscio.

Le proteste sono state indette dai partiti di opposizione pochi giorni prima della scadenza del mandato del presidente Hassan Sheikh Mohamud, prevista per la metà di questo mese. I manifestanti hanno innalzato slogan contro la corruzione, il saccheggio delle terre e gli sgomberi forzati ai danni dei residenti della capitale.

Secondo i resoconti, l’uso di munizioni vere ha provocato almeno un morto e diversi feriti, in un clima di crescenti tensioni politiche dovute a emendamenti costituzionali che l’opposizione considera un tentativo di mantenere il potere. Già la scorsa settimana, nel quartiere di Daynile, si erano registrati violenti scontri durante i tentativi di sequestro di terreni residenziali, evidenziando le continue tensioni sulla questione fondiaria nella capitale.

Alla fine di aprile 2026, tre civili avevano perso la vita a seguito di scontri armati nel distretto di “Hamar Jajab” a Mogadiscio, scoppiati durante un’operazione di sgombero legale condotta dalle agenzie statali. Secondo l’Osservatorio Somalo per gli Affari Umanitari, i residenti locali hanno confermato alla stampa che l’incidente ha causato la morte di tre civili appartenenti alla stessa famiglia: un anziano, una donna e sua figlia.

Gli abitanti hanno espresso profonda rabbia per il tragico evento, esortando le autorità a rivedere i meccanismi degli sgomberi forzati, a garantire la protezione necessaria ai civili e a chiedere l’apertura immediata di un’indagine per punire i responsabili della morte di vittime innocenti.

Morti e feriti

Tra le reazioni alle proteste di domenica, il Forum per la Salvezza della Somalia ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno sparato direttamente proiettili veri contro civili disarmati nel distretto di Daynile, causando morti e feriti.

Il Forum ha condannato le misure adottate dal presidente uscente per impedire la manifestazione pacifica organizzata dai propri membri a Mogadiscio, sottolineando che l’evento mirava a sostenere i cittadini che hanno subito sfollamenti forzati e illegali, con la conseguente distruzione dei loro mezzi di sussistenza.

Nonostante il governo avesse confinato la manifestazione a un unico luogo (lo stadio Engineer Yarisow) e il Forum avesse accettato per evitare tensioni, le autorità hanno schierato migliaia di soldati dell’esercito, della polizia e dell’intelligence, equipaggiati con veicoli blindati, in tutta la città.

In un comunicato pubblicato lunedì 11 maggio, il Forum ha accusato il governo di:

  • Incolpare falsamente il gruppo Al-Shabaab per i disordini, al solo scopo di intimidire la società.
  • Chiudere le strade e bloccare i trasporti pubblici, paralizzando scuole, università, attività commerciali e servizi, e causando gravi disagi alla popolazione.

Le richieste del Forum:

  • Stop immediato alle intimidazioni: Fine degli arresti e delle molestie illegali contro manifestanti pacifici, oppositori politici, giornalisti e attivisti civili.
  • Ritiro delle truppe: Rimozione delle forze schierate attorno alle abitazioni e alle sedi dei leader dell’opposizione.
  • Fine degli sgomberi: Interruzione immediata degli sfollamenti forzati, del saccheggio delle proprietà e dello sfruttamento delle risorse statali contro i cittadini più deboli.
  • Rispetto dei diritti: Tutela dei diritti costituzionali del popolo somalo, inclusa la libertà di espressione, di riunione pacifica e di partecipazione politica.

Il Forum ha annunciato una nuova manifestazione pacifica per sabato 16 maggio 2026, ribadendo che non accetterà alcun tentativo da parte del governo uscente di violare i diritti costituzionali.

Corruzione diffusa

L’opposizione accusa il presidente somalo e il governo federale di corruzione sistematica attraverso gli sgomberi delle case, volti a favorire uomini d’affari vicini al potere, nonostante lo sfollamento di migliaia di famiglie a Mogadiscio.

Il leader dell’opposizione e membro del parlamento, Abdirahman Abdishakur, ha duramente attaccato il presidente e il suo primo ministro, accusandoli di un “furto sistematico” dei fondi pubblici e dell’appropriazione di terreni demaniali per interessi personali e politici.

“Il governo di Hassan Sheikh si è trasformato in un’azienda familiare, in cui si vendono le coscienze e i fondi del popolo vengono sfruttati come se fossero proprietà privata, distribuiti ad alleati politici e membri della famiglia, mentre i poveri vivono nella sofferenza e nell’oppressione… Questa non è leadership, ma saccheggio e rapina”, ha dichiarato Abdishakur sui social media.

Ha inoltre accusato il presidente di aver legittimato il clientelismo e affossato il principio di responsabilità.

Su questo fronte, il giornalista australiano-libanese Mario Nawfal ha dichiarato su X (ex Twitter) che il presidente somalo è “collegato a frodi in corso in Minnesota e in altri stati americani, e utilizza quei fondi per consolidare il suo potere a Mogadiscio”.

Nawfal ha spiegato che cittadini somali alla guida di falsi programmi sanitari e di assistenza rubano centinaia di milioni di dollari dei contribuenti americani. Questi fondi fluiscono a Mogadiscio tramite la società di rimesse Dahabshiil, che opererebbe sotto l’ombrello protettivo della rete politica del presidente.

Il giornalista ha evidenziato come il mercato immobiliare di Mogadiscio abbia registrato un boom anomalo (circa 10.000 edifici in sei anni), con progetti di lusso che ottengono permessi speciali in cambio di “tangenti” all’élite politica. Nawfal ha concluso che a un presidente coinvolto in tale corruzione non dovrebbe essere permesso di riscrivere la Costituzione per prolungare il suo mandato.

Nepotismo e favoritismi

Il presidente somalo è ampiamente accusato di nepotismo per aver assegnato posizioni di potere e vantaggi economici ai propri familiari. Di seguito i principali casi denunciati dalle fonti locali:

FamiliareIncarico / Vantaggio Ottenuto
Jihan Hassan Sheikh Mohamud (Figlia)Nominata consigliera del presidente a marzo 2023; lo accompagna in incontri internazionali di alto livello.
FiglioPromosso al grado di Generale dell’esercito.
NuoraNominata Direttrice dell’Ufficio degli Standard Somali.
FratelloProprietario della compagnia di autobus “Sahil”, che detiene il monopolio dei trasporti verso l’aeroporto e impone tariffe arbitrarie ai viaggiatori.
Cugini e parenti acquisitiQuasi tutti in possesso di passaporti diplomatici, secondo i report locali.