Come preparare il frico: una tradizione dal sapore di montagna

La cucina del Friuli racconta la morfologia e la storia del suo territorio. Si tratta di una tradizione che unisce sapori di terra e di mare. La genuinità dei prodotti tipici viene esaltata dalla semplicità di ricette gustose e saporite. La posizione di questa regione ha determinato l’intervento di diverse culture che hanno lasciato il segno nella sua cucina, che risulta così molto variegata.

In questo articolo parleremo di un piatto che rappresenta la perfetta combinazione di tutte queste caratteristiche: il frico. Tipico della Carnia, sebbene oggi sia la portata principale delle festività, nasce come piatto povero, sempre presente su tutte le tavole. Veniva infatti preparato con gli scarti dei formaggi stagionati (i cosiddetti strissulis) affinché questi non venissero sprecati. Ora a questa prelibatezza è stato dato il giusto riconoscimento tra i prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani.

Vedremo insieme la ricetta per cucinarlo nel modo giusto, insieme a consigli su attrezzatura adatta e procedimento corretto. Scopriremo poi una gustosa variante.

Cosa vi serve per preparare il frico

Entriamo subito nel vivo illustrando nel dettaglio la preparazione del frico, a cominciare dagli ingredienti e dai supporti. Gli elementi fondamentali sono due: le patate, che devono essere ben bollite, e il formaggio. Quello più comunemente usato è il Montasio, ma va bene anche il Latteria. L’importante è che sia stato sottoposto ad una stagionatura di almeno 6 mesi. Volendo, potete scegliere un grado di stagionatura maggiore. Più questa è stata lunga, più il vostro frico avrà una consistenza cremosa. Stiamo parlando infatti di una sorta di frittata che va servita rigorosamente calda, perciò la cottura è il punto fondamentale. Trattandosi di un fritto (da qui probabilmente deriva anche l’origine stessa del nome), lo strumento ideale è una padella antiaderente, che eviterà che il frico si bruci senza bisogno di aggiungere grassi in eccesso. Per una preparazione per 4 persone, l’ideale sarebbe usare una padella di 24 cm di diametro e alta 5. Ciò consentirà di ottimizzare le qualità degli ingredienti senza snaturarli e senza appesantire troppo il piatto.
Parlando di padelle, scegliere quella giusta è essenziale per la buona riuscita del piatto, come ben spigato sul sito spadellami.it dove si possono trovare maggiori approfondimenti al riguardo.

Ricetta e preparazione

Fatta questa importante premessa, vediamo la ricetta.
Per preparare il frico vi occorrono:

  • 500 grammi di patate
  • 500 grammi di formaggio Montasio
  • 2 cipolle medie
  • 2 cucchiai di lardo, oppure olio extra-vergine di oliva
  • sale grosso q.b.

Per cominciare, pelate le patate, tagliatele in cubetti grossi e mettetele a bollire in una pentola in acqua salata. Quando saranno ben cotte, scolatele e schiacciatele grossolanamente con una forchetta.

Dopodiché, occupatevi del Montasio. Dato che il frico nasce come piatto di recupero, vanno bene anche formaggi con diversi tipi di stagionatura (ad esempio, Montasio fresco, Montasio semistagionato e Montasio stravecchio). Tagliate tutto a cubetti, o grattugiate se preferite.

Ora prendete la padella antiaderente e fate scaldare l’olio o il lardo, a seconda di cosa avete a disposizione. Fatevi rosolare le cipolle, precedentemente affettate a rondelle. Quando saranno appassite, potrete aggiungere le patate e il formaggio. Il Montasio deve sciogliersi e incorporarsi ben bene con le patate, quindi aiutatelo mescolando di tanto in tanto. Continuate a cuocere per almeno 15 minuti.

Una volta che l’impasto si sarà ben amalgamato, cercate di dargli un aspetto liscio e regolare livellandolo, e lasciate proseguire la cottura a fuoco medio. Ricordatevi di girare il frico ogni 10 minuti per cuocerlo da entrambi i lati.

Quando si sarà formata la tipica crosticina scura (dopo circa 30 minuti), il vostro frico sarà pronto per essere servito. Adagiatelo su un piatto e, come da tradizione, accompagnatelo con della polenta.

La variante croccante e friabile

Questa è la ricetta per il frico nel classico formato: simile a un grosso tortino, appena croccante all’esterno, ma morbidissimo dentro. Tuttavia esiste anche una variante completamente diversa per consistenza. Se usate solo il formaggio (senza le patate oppure sostituendole con farina di mais), friggendolo nella padella antiaderente come indicato sopra, otterrete la versione croccante e friabile, che rimane molto sottile e si mangia a pezzetti. All’occorrenza, può diventare un goloso snack tascabile, pratico da portare durante le escursioni in montagna.

Ma naturalmente le varianti del frico sono infinite: ogni valle di questa regione ha la sua personale versione, la sua ricetta, e la sua tradizione nel modo di prepararla.
Dovunque lo si gusti, tuttavia, il frico si distingue per la sua caratteristica inconfondibile di essere un piatto estremamente umile, ma che con il suo gusto pieno, deciso, caldo e avvolgente, che sa di montagna, riesce sempre a stupire.

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