Gli eventi per ricordale le alluvioni che 60anni fa colpirono Latisana.
Sessant’anni dopo le alluvioni che segnarono profondamente Latisana e il territorio attraversato dal Tagliamento, la città torna a confrontarsi con la propria storia e, soprattutto, con il futuro. Prenderà il via mercoledì 2 settembre un articolato calendario di iniziative dedicato al 60° anniversario dell’alluvione del 1966, che completa il percorso commemorativo iniziato lo scorso anno in occasione dell’anniversario dell’alluvione del 1965.
Mostre, incontri, testimonianze, dibattiti con esperti e una grande commemorazione conclusiva accompagneranno Latisana fino al 4 novembre, giorno in cui, sessant’anni fa, la città venne colpita per la seconda volta dalla piena del Tagliamento. Saranno complessivamente sei le serate dedicate all’informazione, alla memoria e al confronto. Cinque saranno ospitate nella Ex Stazione Ippica di via Beorchia, mentre l’appuntamento conclusivo si terrà al Palazzetto dello sport di via Bottari. Il filo conduttore sarà il passaggio della memoria da chi era giovane durante le alluvioni alle nuove generazioni, costruendo un ideale ponte tra passato e futuro.
Il 2 settembre si parte dai racconti di chi visse le alluvioni
Il primo appuntamento è in programma mercoledì 2 settembre alle 20.30, con un’anteprima alle 17.30, dedicata in particolare alle associazioni del territorio ma comunque aperta al pubblico. La serata, dal titolo “2 alluvioni tra storia, racconti e memoria”, vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Godina.
Le due grandi alluvioni che colpirono Latisana saranno ricostruite attraverso fonti storiche, articoli di cronaca dell’epoca e testimonianze dirette di chi visse quei giorni. Particolare spazio sarà riservato agli articoli pubblicati dal Messaggero Veneto e dalle altre testate regionali e nazionali. Alla preparazione del materiale hanno collaborato, oltre alle persone intervistate, Piergiorgio Maurizio, che ha curato le riprese, e la giornalista Sara Del Sal, coautrice del testo che sarà proposto durante la serata.
Gli studi per ridurre il rischio idraulico dal 1965 a oggi
Il calendario entrerà nel vivo mercoledì 16 settembre alle 20, quando prenderà formalmente il via il ciclo di incontri-conferenza. Il tema sarà “Studi e progetti di mitigazione del rischio idraulico dal 1965 al 2026”.
A Latisana arriveranno diversi esperti del settore. Interverranno l’ingegnere Massimo Canali, della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; Marco Petti, professore ordinario di Idraulica all’Università degli Studi di Udine; Giorgio Verri, docente dell’Università di Udine, e Mario Causero, ingegnere civile ed esperto di idraulica applicata. L’obiettivo sarà ripercorrere gli studi e le ipotesi progettuali sviluppate nel corso degli ultimi sessant’anni per affrontare il rischio rappresentato dalle piene del Tagliamento.
Cosa accadrebbe oggi con un’alluvione come quella del 1966
Il terzo appuntamento è fissato per mercoledì 30 settembre e sarà dedicato alle conseguenze che potrebbe avere, oggi, un evento paragonabile a quello di sessant’anni fa. Il titolo della serata sarà “Un’alluvione oggi: danni economici, ambientali e sociali. Cosa fare e come comportarsi”.
Interverrà Giorgio Mattassi, idrobiologo, ecologo e microbiologo, già direttore scientifico di Arpa Fvg. Saranno presenti anche rappresentanti delle associazioni di categoria, tra cui Antonio Dalla Mora, presidente provinciale Fipe di Udine, vicepresidente di Confcommercio Udine e presidente mandamentale di Confcommercio per la Riviera Friulana, ed Enrico Guerin, presidente di Confcommercio Federalberghi Fvg.
Parteciperà inoltre Rosanna Clocchiatti, presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, insieme ai volontari formatori della Protezione civile di Latisana, che approfondiranno anche gli aspetti legati ai comportamenti corretti da adottare durante un’emergenza.
Sicurezza e natura, la sfida ambientale del Tagliamento
Mercoledì 14 ottobre alle 20 il confronto si concentrerà su uno dei temi più delicati e dibattuti: quello del rapporto tra la tutela della naturalità del Tagliamento e la necessità di realizzare opere in grado di garantire la sicurezza delle comunità. L’incontro sarà intitolato “La vera sfida ambientale tra naturalità e opere di ingegneria”.
Tra i relatori ci sarà Alessandro Fontana, professore associato del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, insieme a una rappresentanza del gruppo di cittadinanza attiva Noi Siamo Tagliamento – ridare spazio ai fiumi. Sono inoltre previsti gli interventi di altri due esperti di contratti di fiume e ingegneria idraulica, la cui partecipazione è ancora in attesa di conferma.
La memoria passa nelle mani delle nuove generazioni
Il penultimo appuntamento, mercoledì 28 ottobre alle 20, sarà invece rivolto soprattutto al futuro e al rapporto tra il Tagliamento e le nuove generazioni. La serata, dal titolo “La memoria del Tagliamento nelle mani delle nuove generazioni”, riunirà il Consiglio Comunale dei Ragazzi, una rappresentanza degli studenti di Latisana, il sindaco Lanfranco Sette, monsignor Carlo Fant e il presidente del Comitato Alluvione Giorgio Mattassi.
Parteciperanno inoltre lo storico Enrico Fantin, presidente onorario dell’associazione La Bassa, e la psicologa della Protezione civile regionale Hannah Farah, esperta in psicologia dell’emergenza. Cinque appuntamenti costruiti quindi per affrontare il tema della messa in sicurezza del territorio da differenti punti di vista, prima di arrivare alla giornata simbolicamente più importante.
Il percorso culminerà infatti mercoledì 4 novembre, al Palazzetto dello sport di via Bottari, dove si terrà la solenne Commemorazione del 60° anniversario dell’alluvione del 1966. Sarà l’atto conclusivo di un calendario che non vuole limitarsi alla rievocazione di quanto avvenne, ma trasformare la memoria delle due grandi alluvioni in uno strumento di conoscenza e prevenzione.
Una mostra che crescerà di settimana in settimana
Accanto agli incontri sarà realizzata anche una mostra articolata in diversi capitoli, che prenderà forma progressivamente nel corso delle settimane fino a essere presentata nella sua versione completa in occasione dell’appuntamento del 4 novembre.
Tre le sezioni previste. La prima sarà una “Timeline”, che seguirà lo scorrere del tempo e descriverà il susseguirsi degli eventi durante le giornate dell’alluvione. La seconda sarà una sezione iconografica, composta dalle testate giornalistiche dell’epoca e dagli articoli attraverso i quali veniva raccontata l’emergenza. A queste si aggiungerà una mostra fotografica, realizzata dall’associazione “Comitato Alluvioni – 60 anni senza sicurezza” in collaborazione con il Comune di Latisana.
Attraverso le immagini dell’epoca saranno documentate la portata dell’alluvione e le conseguenze che ebbe sulla città di Latisana, sul centro storico, su Pertegada e su un territorio molto più ampio, ben oltre i confini comunali. La mostra è inoltre pensata per poter essere integrata con ulteriori capitoli dedicati ad altri territori compresi nel bacino del Tagliamento.
Un percorso iniziato con l’anniversario dell’alluvione del 1965
Il percorso commemorativo era iniziato già il 2 settembre dello scorso anno, quando una prima serata-evento aveva unito la cerimonia religiosa a un momento di ricordo laico. Da quella giornata è nato un progetto più ampio dedicato non soltanto alla memoria, ma anche all’informazione e alla formazione sul rischio idraulico.
Il Comune di Latisana ha infatti scelto di accompagnare il ricordo delle alluvioni con un’attività rivolta alla popolazione per spiegare come affrontare eventuali situazioni di emergenza. Nel corso dell’ultimo anno, attraverso diversi incontri con la Protezione civile, sono state promosse iniziative rivolte sia agli adulti sia agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con l’obiettivo di illustrare i comportamenti da adottare in caso di rischio idraulico.
Il Comune: “Sessant’anni dopo, la sfida è unire memoria, sicurezza e natura”

A sottolineare il valore del percorso è il sindaco di Latisana Lanfranco Sette. “Lo scorso anno con il 60° anniversario dell’alluvione del 1965 abbiamo avviato un percorso che ha originato una consapevolezza importante nella comunità e che non si è esaurito nella serata della celebrazione ma che è stato portato avanti in tutti questi mesi”, spiega il primo cittadino.
“Prosegue quindi questo cammino di condivisione non solo a livello della nostra comunità ma anche con il coinvolgimento di diversi territori. Questa nuova serie di eventi, che ci porterà al 4 novembre, giorno in cui si celebrerà il 60° anniversario della seconda alluvione avvenuta nel 1966, sarà l’occasione per rilanciare un dialogo tra comunità territoriali e avviene in un momento particolare in cui è in corso la procedura del Documento di fattibilità delle alternative progettuali che si sta rivelando a sua volta utile anche a questo scopo”.
A coordinare gli eventi per l’amministrazione comunale è stato l’assessore Sandro Vignotto, che sottolinea la partecipazione registrata durante la fase organizzativa. “La cosa che più mi ha colpito nel percorso di preparazione di questo 60° anniversario è stato lo straordinario e propositivo entusiasmo con cui gli ospiti hanno aderito al nostro progetto. Definire i temi di queste serate commemorative è stato naturale, poiché rappresentano l’evoluzione del lavoro di informazione e formazione sul rischio idraulico portato avanti in questi anni con i volontari della Protezione Civile, dedicando un’attenzione speciale ai nostri giovani”.
Vignotto richiama anche la complessità del rapporto tra la comunità e il suo fiume. “Il Tagliamento è un fiume dalla doppia anima, magnifico e feroce al tempo stesso: capace di unire le sponde ma, storicamente, anche di dividere le comunità. In questi ultimi sessant’anni, il fiume ci ha posto di fronte alla vera sfida ambientale del nostro territorio: riuscire a coniugare la sicurezza con la naturalità. Questa è, prima di tutto, una sfida di civiltà. E poiché la civiltà stessa nasce nel momento in cui l’uomo sa esprimere empatia per il proprio simile, sono convinto che proprio l’empatia, unita alla profonda conoscenza del nostro passato e dell’ambiente che ci circonda, sia lo strumento indispensabile per vincere le sfide del futuro”
Tutte le serate saranno a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

