L’Ecomuseo del Noncello verso il riconoscimento regionale

Pordenone apre il confronto con la Regione sull’Ecomuseo del Noncello.

L’Ecomuseo del Fiume Noncello punta al riconoscimento regionale. Il Comune di Pordenone ha deciso di portare all’attenzione della Direzione regionale della Cultura il percorso avviato già nel 2023 nell’ambito del Contratto di Fiume Noncello, con l’obiettivo di verificare il progressivo rispetto dei requisiti richiesti e definire modalità e tempistiche dell’iter.

Un progetto che non riguarda soltanto Pordenone, ma che coinvolge anche Porcia e Cordenons, costruendo una rete intercomunale lungo il corso del Noncello. L’idea è quella di dare vita a un vero e proprio museo diffuso del fiume, con una sede principale, spazi collegati sul territorio, percorsi tematici e un osservatorio scientifico permanente.

Il percorso è già articolato in tre azioni specifiche del Piano delle Azioni del Contratto di Fiume ed è accompagnato da interventi concreti in fase di realizzazione. Tra questi figura il Percorso ecomuseale delle Antiche Mura nell’area Ex Tomadini, inserito anche tra gli obiettivi legati a Pordenone 2027.

Basso: “Il Noncello è un sistema unico”

“Con la lettera che indirizziamo alla Direzione regionale mettiamo nero su bianco un percorso che il territorio ha costruito passo dopo passo – afferma il sindaco Alessandro Basso – e lo facciamo insieme a Porcia e Cordenons, perché il Noncello è un sistema unico che chiede uno sguardo comune. L’Ecomuseo tiene insieme ambiente, cultura, ricerca e partecipazione: è il modo in cui una comunità decide di prendersi cura di ciò che la definisce”.

Secondo il sindaco, il riconoscimento regionale permetterebbe di consolidare il lavoro già svolto. “Darebbe a questo lavoro una cornice stabile e duratura – prosegue Basso – e siamo pronti a mettere a disposizione della Regione ogni elemento utile per accompagnare l’iter fino in fondo”.

Il progetto affonda le proprie radici nella sottoscrizione dell’Accordo pubblico-privato di programmazione negoziata del Contratto di Fiume Noncello, attraverso il quale i soggetti coinvolti si sono impegnati ad attuare le azioni di rispettiva competenza. Il Comune di Pordenone svolge il ruolo di capofila, mentre tra le azioni individuate figurano espressamente la costituzione e il rafforzamento dell’Ecomuseo, in raccordo con Porcia e Cordenons.

Un percorso avviato già nel 2023

L’Ecomuseo è entrato negli strumenti di programmazione comunale già tra gennaio e maggio 2023, con un successivo aggiornamento nel giugno 2025. Le deliberazioni del Consiglio comunale individuano espressamente sia l’Ecomuseo del Fiume Noncello sia l’Osservatorio del Fiume Noncello come infrastrutture permanenti dedicate alla valorizzazione del territorio, alla ricerca, alla partecipazione e alla divulgazione scientifica.

“Il Noncello è il filo che tiene insieme la storia, l’ambiente e la vita quotidiana di questo territorio – dichiara l’assessore Mattia Tirelli – e prendersene cura significa conoscerlo, monitorarlo, renderlo accessibile e restituirlo alle comunità che lo abitano”. Tirelli sottolinea come l’Ecomuseo non sia un progetto nato soltanto in funzione dell’attuale richiesta di riconoscimento regionale. “Arriva da anni di lavoro dentro il Contratto di Fiume – spiega – un percorso in cui istituzioni, associazioni, competenze tecniche, scuole e cittadini hanno costruito insieme una visione condivisa dell’area fluviale, individuando priorità, responsabilità e azioni concrete”.

L’amministrazione, aggiunge l’assessore, ha scelto di trasformare il progetto in uno strumento concreto di programmazione. “Abbiamo scelto di non fermarci alla dichiarazione di intenti: abbiamo inserito l’Ecomuseo tra gli strumenti di programmazione del Contratto di Fiume, gli abbiamo assegnato azioni, una sede ramificata sul territorio che si snoda primariamente dal Museo di Scienze Naturali ‘Silvia Zenari’ verso le sedi dei comuni sottoscrittori e un crono programma”.

Tre interventi per costruire il sistema ecomuseale

Nel Piano delle Azioni di breve periodo sono tre gli interventi dedicati specificamente al sistema ecomuseale. Il primo riguarda il Percorso ecomuseale delle Antiche Mura, che punta al recupero e alla valorizzazione dell’area verde Tomadini, compresa tra le antiche mura cittadine e il fiume, nei pressi dello storico ponte di Adamo ed Eva.

Il progetto è stato formalmente avviato nel 2023, con l’approvazione del quadro esigenziale e del documento di indirizzo alla progettazione. Nel giugno 2026 è arrivata l’approvazione del progetto esecutivo. L’investimento complessivo ammonta a 1,8 milioni di euro, mentre la conclusione dei lavori è prevista entro il 2027.

La seconda azione riguarda direttamente l’Ecomuseo del Noncello, pensato come un museo diffuso, partecipato e dinamico. Il sistema comprenderà spazi espositivi, percorsi tematici, attività educative, iniziative di ricerca e occasioni di coinvolgimento per cittadini, scuole e visitatori.

Il terzo elemento è invece l’Osservatorio del Fiume Noncello, concepito come una struttura tecnico-scientifica permanente destinata alla raccolta, all’elaborazione e alla diffusione di dati ambientali, economici e sociali relativi al territorio fluviale. Le informazioni raccolte potranno servire sia alle attività dell’Ecomuseo sia alle politiche di gestione del bacino. “Riconoscerlo a livello regionale significa dare stabilità a tutto questo e trasformarlo in uno strumento permanente di tutela ambientale, culturale, ricerca ed educazione – prosegue Tirelli – capace di produrre dati aggiornati sul fiume e di metterli a disposizione di chi amministra, di chi studia e di chi vive lungo il Noncello”. Per l’assessore si tratta anche di uno strumento concreto di prevenzione e sostenibilità. “Si tutela davvero solo ciò che si conosce – conclude – e l’Ecomuseo serve esattamente a far crescere questa conoscenza condivisa”.

La sede principale al Museo “Silvia Zenari”

La sede principale dell’Ecomuseo è stata individuata nel Museo Civico di Storia Naturale “Silvia Zenari” di Pordenone, scelto per la propria vocazione scientifica e divulgativa, per la posizione strategica rispetto all’ambito fluviale e per la presenza di professionalità tecniche e scientifiche già operative. A questa sede si affiancheranno altri due punti sul territorio: il Casello di Guardia di Porcia e una sala dedicata nel Palazzo municipale di Cordenons.

Una struttura ramificata che punta così a tradurre anche fisicamente la dimensione intercomunale del progetto, considerando il Noncello come un patrimonio capace di superare i tradizionali confini amministrativi.

Accanto alla progettazione amministrativa e tecnica è stato sviluppato anche un percorso di partecipazione. A partire dal 2024 si sono infatti svolti diversi incontri pubblici e momenti di confronto con il territorio. Tra gli appuntamenti più recenti figurano la presentazione dell’Ecomuseo del 24 febbraio 2026 e il tavolo tematico del 24 aprile 2026. Le iniziative hanno permesso di approfondire i concetti di museo diffuso, comunità e identità locale e di raccogliere contributi da parte di associazioni, enti e portatori di interesse. L’Ecomuseo, insieme allo stesso Contratto di Fiume, è stato inoltre inserito nel dossier di candidatura di Pordenone a Capitale italiana della Cultura 2027.

Parigi: “Uno dei progetti principali di Pordenone 2027”

“L’Ecomuseo del Noncello è uno dei progetti principali del dossier di candidatura – sottolinea l’assessore Alberto Parigi – e il confronto che si apre ora con la Regione rappresenta un passo avanti decisivo verso il suo completamento in vista del 2027″. Per Parigi il progetto permette di riunire diverse dimensioni della città e del territorio. “Parliamo di un intervento che tiene insieme paesaggio, memoria e identità cittadina, e che dà al Noncello il ruolo che merita nel racconto culturale della città”.

L’assessore evidenzia anche il carattere trasversale del lavoro portato avanti dall’amministrazione. “Trovo significativo che questo passaggio nasca dal lavoro condiviso tra ambiente e cultura: è la dimostrazione che i progetti più solidi sono quelli in cui le deleghe lavorano insieme, con un obiettivo comune e una regia unica”.

Il progetto viene considerato dall’amministrazione coerente con i principi del sistema ecomuseale regionale, dalla partecipazione delle comunità alla tutela del patrimonio materiale e immateriale, passando per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Il Comune di Pordenone metterà ora a disposizione della Direzione regionale della Cultura tutta la documentazione amministrativa e progettuale prodotta, insieme ai materiali relativi al processo partecipativo, per avviare un confronto tecnico-istituzionale finalizzato al completamento dell’iter e al futuro riconoscimento regionale dell’Ecomuseo del Fiume Noncello.