All’ospedale di Latisana un nuovo servizio sanitario dedicato a bambini

Operativo per tutta l’Asufc, è attivo all’ospedale di Latisana.

L’area della Bassa friulana, e in generale tutto il territorio dell’Asufc, potrà avvalersi fin da ora di un nuovo Servizio pediatrico di salute internazionale operativo nella pediatria di Latisana. Il servizio si occuperà in particolare dell’accoglienza sanitaria dei bambini provenienti dall’estero perché adottati internazionalmente o perché immigrati con la famiglia o non accompagnati, con un approccio personalizzato e multidisciplinare.

Referente del servizio è la dottoressa Laura Casali, pediatra con decennale esperienza nel campo specifico e facente parte della rete del gruppo di lavoro nazionale per il bambino migrante della Società italiana di pediatria.
Operativamente lo screening del bambino adottato e migrante viene effettuato in regime di day hospital presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Latisana ed è necessaria la prenotazione contattando direttamente il servizio all’indirizzo mail pediatria.latisana@asufc.sanita.fvg.it da parte del pediatra di famiglia o direttamente del genitore.

Per quanto riguarda lo screening, i bambini in arrivo da altri Paesi possono avere problematiche specifiche correlate proprio al Paese di origine e alle loro pregresse condizioni di vita, che necessitano di un approccio specialistico ma anche di una visione di insieme. Proprio per questo motivo, è importante effettuare lo screening di alcune malattie che possono essere di natura infettiva, come ad esempio tubercolosi, parassitosi intestinali, epatiti, o di altra natura come malattie ematologiche, anemie congenite o da stati carenziali.

“È inoltre importante verificare le vaccinazioni – spiega nel dettaglio la dottoressa Casali – perché potrebbero non essere state fatte o essere incomplete oppure la documentazione non essere a disposizione o non attendibile. La letteratura internazionale infatti evidenzia che spesso si riscontra una discrepanza tra la documentazione vaccinale e l’effettiva copertura anticorpale”.

Le valutazioni vengono sempre effettuate in presenza di genitore o adulto di riferimento e nel caso di barriera linguistica viene attivata la mediazione culturale attraverso il servizio dedicato.

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