La controversa vicenda di Massimo Pavan, il cinquantaseienne residente a Lignano Sabbiadoro, costretto su una sedia a rotelle e impossibilitato a uscire di casa da ben sei anni, in quanto l’appartamento nel quale vive non è dotato di ascensore, pare non vedere ancora la luce. Al contrario. Se mai fosse possibile, le cose sono andate ancora più a fondo.
La revoca del contributo per la vita indipendente
A fare da apripista al collasso umano e sociale è stata la revoca del contributo SVI, Sostegno alla vita indipendente, disposto dalla Regione ed erogato dai servizi sociali, che Pavan percepiva da qualche anno e del quale, pochi mesi fa, è stata disposta la revoca, apparentemente sulla base di motivazioni che sembrerebbero stridere tra loro.
Nonostante siano state coinvolte addirittura reti nazionali, che a suo tempo avevano portato alla luce il problema tramite un servizio andato in onda al Tg4, nonostante sia stato interessato per ben due volte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a sua volta sollecitò il prefetto di Udine a trovare una soluzione in breve tempo, e nonostante le dispute legali con il Comune di Lignano Sabbiadoro, anche tramite il Tar, per l’assegnazione provvisoria di un alloggio adiacente alle scuole medie, successivamente negatogli, la situazione di Massimo Pavan resta drammatica.
Nessuno, in tutti questi anni, è riuscito a trovare una collocazione idonea per una persona disabile – è bene dirlo – che paga regolarmente l’affitto. Era stata ventilata la concreta ipotesi di una soluzione temporanea immediata presso un’abitazione del Comune di Marano Lagunare, ma lo stesso Pavan l’aveva rifiutata per tutta una serie di disagi legati agli spostamenti e, non da ultimo, anche per la lontananza da familiari e amici.
Il peggioramento delle condizioni di salute
Tutto ha inizio nel 2020, quando Pavan, non ancora in condizioni di grave disabilità ma deambulante con le stampelle a causa di problematiche legate alla muscolatura che avrebbero dovuto essere transitorie, trova casa a Lignano Sabbiadoro, al primo piano di una palazzina senza ascensore.
“Quando entrai in questo appartamento riuscivo a camminare in maniera autonoma, aiutandomi con le stampelle. Mi piacque moltissimo l’immobile e decisi di non rinunciarvi, anche perché mai avrei pensato che le mie condizioni peggiorassero. Tutt’altro”, esordisce Pavan, che oggi vive con Ginevra, il suo meraviglioso alano di cinque anni, e con l’assistente familiare, della quale ha bisogno 24 ore su 24.
“Da quando le mie condizioni fisiche sono peggiorate, a causa di un concatenarsi di patologie neurologiche degenerative, ho avuto bisogno della sedia a rotelle. In breve tempo ho iniziato a non potermi più muovere, nemmeno per le necessità primarie – spiega Pavan –. È proprio da quel momento che ho iniziato a chiedere una sorta di aiuto al Comune nella ricerca di una locazione adatta alle mie esigenze, priva di barriere architettoniche”.
“Preciso che in sei anni ho sempre adempiuto ai miei doveri da locatario, non ho mai saltato un mese nel pagamento dell’affitto. Infatti non ho mai chiesto alloggi gratuiti, non voglio la carità, chiedo solo che mi si aiuti a riacquistare un briciolo di dignità”, sottolinea l’uomo, che riesce a uscire di casa solamente una manciata di volte all’anno, grazie ai volontari della Sogit.
Santin: “Il caso Pavan è una vergogna senza precedenti”
In questo percorso, tanto accorato quanto pieno di insidie, al fianco di Massimo Pavan si è esposto in maniera granitica il consigliere di minoranza Alessandro Santin, capogruppo della lista civica Lignano Crescita e Sviluppo.
“Trovo inammissibile lasciare una persona con grave disabilità in quelle condizioni, senza poter uscire di casa. Il caso Pavan è una vergogna senza precedenti. Dopo sei lunghi anni nei quali quest’uomo chiede di poter alloggiare in un appartamento adatto alle sue esigenze, il Comune di Lignano Sabbiadoro, tra i più onerosi del Nord-Est, non è ancora stato in grado di trovare una soluzione”, tuona Santin.
Codromaz: “La questione non è affatto semplice”
Dal canto suo, l’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali di Lignano Sabbiadoro, Alessio Codromaz, assicura che “la vicenda di Pavan non è mai passata inosservata. Ci siamo sempre interessati per cercare di trovare una soluzione ottimale, ma la questione non è affatto semplice come si vuole far credere”.
“Mi sono mobilitato in prima persona con agenzie, privati e quant’altro per trovare una locazione, anche provvisoria, per cercare di restituire un po’ di serenità al concittadino Pavan. Tuttora siamo in fiduciosa attesa di una risposta concreta da parte di un’associazione che dovrebbe disporre di un appartamento che potrebbe fare al caso nostro”, puntualizza Codromaz.
L’assessore tiene inoltre a sottolineare che “Lignano è una cittadina balneare e, purtroppo, gran parte dei proprietari di appartamenti preferisce affittare stagionalmente. È inutile nasconderlo”. “Per quanto riguarda le soluzioni temporanee, abbiamo già dato conto, con tanto di documentazione, che l’alloggio proposto, adiacente alle scuole medie, non era in alcun modo abitabile. Stiamo attendendo altre risposte, che auspichiamo arrivino proprio entro la fine di questo mese”.
