Pordenonelegge, focus sulla Dop economy friulana: DOP e IGP tra identità e futuro

Giovedì 17 settembre Mauro Rosati presenta “La filosofia della Dop economy” a Confindustria Alto Adriatico. Al centro dell’incontro il valore dei prodotti agroalimentari di qualità del Friuli Venezia Giulia

La Dop economy friulana sarà al centro di un incontro di pordenonelegge in programma giovedì 17 settembre alle 17. L’appuntamento si terrà nella sede di Confindustria Alto Adriatico, in via Borgo Sant’Antonio 17, nella zona passerella.
Protagonista dell’incontro sarà Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita e autore del libro “La filosofia della Dop economy”. A condurre il dialogo sarà Gabriele Giuga, giornalista, direttore della rivista «L’Ippogrifo» e coordinatore regionale del Friuli Venezia Giulia della guida Osterie d’Italia di Slow Food.

Il valore delle denominazioni

Il volume, pubblicato da Treccani Libri con la prefazione di Umberto Galimberti, propone una lettura dell’agroalimentare italiano che unisce economia, filosofia e vita delle comunità.
Al centro della riflessione ci sarà il ruolo delle Indicazioni Geografiche. Il comunicato le indica come strumenti per la salvaguardia dei territori, la difesa dell’ambiente e il contrasto allo spopolamento.
Le denominazioni rappresentano anche un patrimonio collettivo. Possono contribuire a creare opportunità di lavoro, trasmettere conoscenze e coniugare tradizione e futuro.

Il sistema DOP e IGP in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia rappresenta un osservatorio privilegiato per affrontare questi temi. Secondo l’Osservatorio Qualivita, la regione conta 26 denominazioni DOP IGP.
Sono 19 quelle del comparto vitivinicolo, con 16 DOP e 3 IGP. Le denominazioni del comparto alimentare sono invece 7. Il sistema esprime un valore alla produzione di circa 1,3 miliardi di euro.

Dal Prosciutto di San Daniele alla Pitina

Il patrimonio enogastronomico friulano comprende vini e vitigni della tradizione locale, oltre a prodotti come il Prosciutto di San Daniele DOP e il Montasio DOP.
Accanto alle denominazioni più conosciute ci sono anche il Prosciutto di Sauris IGP, caratterizzato dalla tradizionale affumicatura, la Pitina IGP e la Brovada DOP.
Queste produzioni rendono riconoscibili anche le comunità più piccole. Inoltre, raccontano il rapporto con l’ambiente, le stagioni e le risorse disponibili.

Identità locale e futuro

La storia dei prodotti friulani è legata anche alla dimensione di territorio di confine. I nomi delle produzioni portano con sé storie di appartenenza e confronto.
Tra gli esempi citati nel comunicato c’è la vicenda del Tocai, legata alla tutela della denominazione ungherese Tokaj. Il caso offre uno spunto sul rapporto tra identità locale, riconoscimento internazionale e valore dell’origine.
L’incontro sarà quindi una riflessione aperta al pubblico su come la qualità certificata possa diventare produzione di cultura, cura dei luoghi e prospettiva di futuro. Il tema coinvolge anche il rapporto tra agricoltura, ristorazione e turismo enogastronomico.