Pordenone, spunta il progetto per una seconda moschea: è scontro sulla sicurezza

La comunità islamica di Pordenone si divide e raddoppia. Mentre il centro culturale della Comina resta il punto di riferimento per circa 3.000 fedeli, sta prendendo forma il progetto per una seconda moschea in un capannone nella zona industriale di Roveredo in Piano. Un’iniziativa nata dalle spinte autonomiste di una parte della comunità, ma che ha già sollevato dure reazioni da parte del mondo politico.

Il progetto: un capannone da 200mila euro

Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, il nuovo luogo di preghiera dovrebbe sorgere a pochi chilometri dall’attuale struttura della Comina. L’operazione, dal valore stimato di circa 200.000 euro, è sostenuta da collette e investimenti delle comunità provenienti da Bangladesh, Niger e altri Paesi africani. I lavori di sistemazione sarebbero già in corso.

La nascita di questo secondo polo religioso sarebbe legata a tensioni interne risalenti al biennio 2022-2023, quando un’ala definita “separatista” aveva contestato la gestione del centro principale. Non facciamo guerra alla moschea in Comina, a cui abbiamo dato un grande contributo anche economico – ha assicurato Mourate Ture, leader del gruppo africano – ma siamo una comunità autonoma. Allah è il nostro Dio e siamo tutti fratelli”. Dal canto suo, Tagadir Isham, portavoce del centro della Comina, ha confermato l’impegno dei “fratelli islamici” nella zona industriale, ribadendo che le porte della prima moschea restano comunque aperte a tutti.

La reazione di Ciriani: “Questione di sicurezza”

La notizia ha scatenato l’immediata reazione di Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Pordenone, che ha espresso forte contrarietà al progetto. Secondo Ciriani, la nascita di un secondo centro motivata da divisioni interne è un segnale che richiede la massima allerta per evitare fenomeni di radicalizzazione.

“Il rischio è quello di moltiplicare centri e strutture difficili da controllare, con comunità sempre più frammentate – ha dichiarato Ciriani –. Prima di ipotizzare nuove aperture servono garanzie molto chiare e controlli rigorosi. In tutta Europa abbiamo visto come dietro alcune realtà religiose possano svilupparsi fenomeni di integralismo. Non è un tema ideologico, ma una questione concreta di sicurezza e di tutela dei cittadini”.

Trasparenza sui finanziamenti

L’eurodeputato ha chiesto massima chiarezza sulla provenienza dei fondi e sui soggetti coinvolti nella gestione della struttura di Roveredo in Piano. “Serve trasparenza su chi promuove il progetto e sulle attività che verranno svolte – ha concluso –. Pordenone è una città rispettosa, ma l’integrazione non può prescindere dal rispetto delle leggi italiane e dei valori democratici. La sicurezza deve restare una priorità assoluta”.