L’idea del turismo per la Val Resia.
C’è una valle, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, che ha deciso di trasformare la propria invisibilità digitale in un manifesto identitario. È la Val Resia, che sotto la guida della sindaca Anna Micelli lancia una provocazione al turismo globale: il vero lusso oggi è il silenzio.
Mentre le grandi mete alpine fanno i conti con l’overtourism, con centri storici affollati e sentieri trasformati in passerelle social, la Val Resia sceglie la strada opposta. La strategia? Non rincorrere la visibilità, ma rivendicare l’assenza. Il nuovo claim è tanto semplice quanto dirompente: “La valle che non c’è (su Instagram). Vieni a trovarla prima che diventi di moda.”
Il marketing della sottrazione
Non è una campagna fatta di resort scintillanti o esperienze “instagrammabili”. È, piuttosto, un invito quasi sussurrato. Un messaggio rivolto a chi non cerca lo scatto da migliaia di “mi piace”, ma l’emozione di un sentiero dove l’unico rumore è quello dei propri passi.
È il marketing della sottrazione: togliere, anziché aggiungere. Togliere rumore, fretta, pressione sociale. In un’epoca in cui ogni luogo sembra esistere solo se condiviso, la Val Resia rivendica il diritto a essere scoperta senza filtri.
Il lusso spogliato dagli orpelli
Qui il concetto di lusso cambia radicalmente. Non è ostentazione, ma autenticità. È la possibilità di staccare la spina in una valle che custodisce una lingua antichissima e misteriosa, tradizioni millenarie e una natura che non ha ancora imparato a mettersi in posa.
Il “lusso del silenzio” significa paesaggi che non hanno bisogno di ritocchi cromatici. Significa luoghi dove il cellulare torna a essere un oggetto e non un’estensione del braccio. Dove la lentezza è l’unica velocità consentita.
Una scelta culturale prima ancora che turistica
La sindaca Micelli non sta semplicemente promuovendo una destinazione. Sta proponendo un modello di resistenza culturale. Invece di omologarsi alle mode, la valle punta su quel turismo trasformativo che sta intercettando l’interesse dei viaggiatori internazionali, americani in testa: persone che cercano esperienze capaci di cambiare prospettiva.
È l’idea che un luogo possa trasformarti non per ciò che ti offre, ma per ciò che ti sottrae. La frenesia. L’iperconnessione. Il bisogno costante di apparire.
“Prima che diventi di moda”
L’invito a visitare la valle “prima che diventi di moda” è un colpo di genio comunicativo. Crea urgenza, ma anche senso di appartenenza. Chi arriva ora diventa parte di una ristretta comunità di scopritori, non di semplici turisti.
In questo modo, la Val Resia si posiziona come una delle ultime frontiere dell’autenticità alpina: un luogo che esiste ancora per se stesso, e non per l’obiettivo di uno smartphone. L’hashtag è già pronto: #ValResiaprimachediventidimoda. Ma, coerentemente con la filosofia della valle, potrebbe anche non servire.




