L’omaggio di San Daniele a chi aiutà la popolazione dopo il terremoto.
San Daniele del Friuli ha reso omaggio a chi, nel 1976, si distinse nelle operazioni di aiuto alla popolazione dopo il terremoto che colpì il Friuli. Il riconoscimento è arrivato nel corso del Consiglio comunale straordinario convocato per il conferimento della cittadinanza onoraria a coloro che, in quei giorni drammatici, contribuirono con il proprio impegno alla macchina dei soccorsi e alla ripartenza del territorio.
Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha ricordato il valore della solidarietà e della responsabilità istituzionale nella ricostruzione del Friuli. “Grazie alla straordinaria solidarietà internazionale e alla rettitudine degli amministratori nazionali, regionali e locali dell’epoca, è stato possibile ricostruire il territorio e dar vita a quel ‘modello Friuli’ oggi unanimemente riconosciuto”, ha affermato l’assessore.
Il ricordo del 1976 e il valore del “modello Friuli”
Nel suo intervento, Zilli ha ringraziato il sindaco di San Daniele Pietro Valent per aver voluto convocare il Consiglio comunale straordinario, sottolineando come il percorso di rinascita del Friuli sia stato reso possibile dalla capacità delle istituzioni e delle comunità locali di reagire con coraggio e concretezza.
“Se il Friuli e la nostra regione hanno raggiunto i traguardi attuali, lo si deve alla lungimiranza degli amministratori del tempo e a una comunità che ha saputo anteporre la dignità allo sconforto, rimboccandosi immediatamente le maniche per ripartire”, ha spiegato l’assessore.
Parole che hanno richiamato non solo la memoria del sisma, ma anche l’eredità civile lasciata da quella stagione: una ricostruzione fondata sulla collaborazione tra istituzioni, volontari, cittadini e comunità internazionali, diventata nel tempo un punto di riferimento.
Zilli: “Valori custoditi anche dai giovani”
L’assessore ha poi rivolto lo sguardo alle nuove generazioni, evidenziando come la memoria del terremoto debba continuare a tradursi in consapevolezza, prevenzione e capacità di risposta davanti alle emergenze.
“Questi valori sono radicati nel nostro Dna e sono certa che siano custoditi anche dalle giovani generazioni”, ha aggiunto Zilli. Secondo l’assessore, i giovani di oggi sono consapevoli del ruolo sempre più importante delle competenze e delle tecnologie nella prevenzione dei danni provocati dalle calamità naturali.
“I nostri giovani sanno che oggi, grazie alle tecnologie a disposizione, è necessario acquisire competenze sempre maggiori per prevenire danni ingenti in caso di calamità. Essi sono inoltre consapevoli che, nelle situazioni di bisogno, i friulani e i cittadini di questa regione sono da sempre pronti a prestare il proprio aiuto”, ha concluso.
Il conferimento della cittadinanza onoraria ha così assunto il significato di un riconoscimento pubblico e collettivo: un tributo a chi aiutò il Friuli nel momento più difficile e, allo stesso tempo, un richiamo alla responsabilità di custodire quella memoria come patrimonio vivo della comunità.
