Disposta l’autopsia.
Sarà eseguita giovedì 6 agosto l’autopsia sul corpo dell’87enne morta a San Quirino, in provincia di Pordenone. L’esame dovrà stabilire le cause esatte del decesso e chiarire se la morte possa essere collegata alla somministrazione di una quantità eccessiva di farmaci antidolorifici.
Nell’inchiesta della Procura di Pordenone risultano indagati per omicidio colposo il figlio della donna, un uomo di 66 anni, e il medico di medicina generale, di 61 anni. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto per consentire a entrambi di partecipare agli accertamenti e nominare propri consulenti.
L’ipotesi del sovradosaggio di antidolorifici
Secondo l’ipotesi investigativa, ancora tutta da verificare, alla donna potrebbe essere stato somministrato un farmaco antidolorifico in una quantità doppia rispetto a quella prescritta. Al figlio viene contestata la presunta somministrazione eccessiva del medicinale. Il medico di famiglia è invece indagato in relazione a una possibile mancata vigilanza sulle condizioni della paziente e all’assenza di visite domiciliari.
Gli inquirenti dovranno accertare se il decesso sia effettivamente riconducibile al farmaco, a eventuali responsabilità di carattere sanitario oppure a cause differenti.
L’autopsia dovrà verificare anche traumi e disidratazione
Oltre agli effetti dei medicinali, i consulenti nominati dalla Procura dovranno verificare l’eventuale presenza di uno stato di disidratazione, di traumi o di altre condizioni che possano aver contribuito alla morte dell’anziana.
L’autopsia è stata disposta come accertamento tecnico irripetibile, garantendo agli indagati la possibilità di nominare propri periti. Soltanto gli esiti degli esami medico-legali potranno stabilire con precisione cosa abbia provocato il decesso e se vi siano responsabilità penalmente rilevanti.

