Un anno di lavoro intenso per rendere l’associazione più efficiente, più vicina alle sezioni e sempre più capace di parlare ai giovani. È questo il quadro emerso dall’assemblea dell’Afds provinciale di Udine, che ieri ha riunito, ospiti dell’Università del Friuli, i rappresentanti delle 193 sezioni presenti sul territorio.
L’incontro ha avuto una parte ordinaria, dedicata all’approvazione dei bilanci, e una parte straordinaria per l’adeguamento dello Statuto alla nuova normativa del Terzo Settore, oltre che per l’elezione dei revisori dei conti e dei probiviri.
L’assemblea e i saluti istituzionali
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, del direttore DAI dell’Università del Friuli Massimo Robiony e dell’assessore alla Salute del Comune di Udine Carlo Giacomello. La presidenza dell’assemblea è stata affidata quest’anno a Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, per onorare così la testata per il suo ottantesimo anniversario.
Il primo anno di mandato della presidente Nardon
Nella sua relazione, la presidente Manuela Nardon ha tracciato il bilancio del suo primo anno di mandato, parlando di un lavoro di “straordinaria manutenzione” necessario per rendere l’Afds più efficiente al servizio dei suoi 50mila volontari.
Tra i nodi affrontati, quello della rappresentanza territoriale: al momento del rinnovo del consiglio provinciale, due zone non avevano espresso il proprio rappresentante, mentre oggi entrambe lo hanno individuato. Un altro fronte delicato riguardava le sezioni in difficoltà: 18 realtà territoriali risultavano in una situazione di stallo, non in regola con l’elezione dei direttivi o con l’approvazione dei bilanci, in alcuni casi da diversi anni.
In molte di queste sezioni l’attività è già ripresa e l’obiettivo dell’associazione è riportarle tutte alla normale gestione entro la fine dell’anno.
Statuto semplificato e nuova contabilità
L’assemblea è stata anche l’occasione per intervenire sullo Statuto, adeguandolo alle norme sul Terzo Settore e rendendolo più semplice e leggibile.
“La normativa vigente – ha spiegato Nardon – ha imposto un adeguamento in alcune parti del nostro Statuto e così abbiamo colto l’occasione per una revisione complessiva, puntando a una sua semplificazione. Sono stati garantiti i principi generali, alleggerendolo di tanti dettagli operativi che nel corso dei decenni si erano accumulati rendendo la nostra carta fondamentale di complessa lettura e applicazione”.
Un cambiamento importante riguarda anche la contabilità. Dall’esercizio in corso, infatti, l’associazione consoliderà in bilancio anche i movimenti delle singole sezioni. “Andremo a consolidare in bilancio anche i movimenti delle singole Sezioni – ha sottolineato la presidente –. Comprendo benissimo che questo rappresenti uno sforzo notevole per tutti, ma si tratta di un passo avanti fondamentale sul fronte della buona gestione amministrativa e della trasparenza”.
Una task force per parlare agli studenti
Particolare attenzione è stata dedicata al mondo dei giovani. Nardon ha ringraziato il Gruppo Giovani, coordinato da Irene Matellon, che sta crescendo e acquisendo sempre maggiore autonomia nell’organizzazione degli appuntamenti dell’anno.
Tra le iniziative più significative ci sono “Maturità è”, pensata per coinvolgere i neomaggiorenni, e la “Coppa Dono”, che rafforza il legame tra donazione e mondo del calcio dilettantistico.
Proprio per avvicinare le nuove generazioni al tema del dono, l’Afds ha creato una vera e propria task force composta da una trentina di persone, tra consiglieri, rappresentanti dei giovani e volontari esterni. Si tratta di persone formate per tenere incontri informativi nelle scuole, capaci di usare un linguaggio adatto agli studenti per spiegare cosa significhi diventare donatori e quale valore abbia questo gesto per la comunità.
Autoemoteche nelle caserme e il nodo con il Ministero della Difesa
Tra le questioni affrontate anche quella relativa all’ingresso delle autoemoteche nelle caserme. È emersa infatti la mancanza di una convenzione tra la Regione e il Ministero della Difesa, necessaria per consentire questo tipo di attività. Una richiesta in tal senso è già stata inviata dall’assessore regionale Riccardi.
Il ricordo del terremoto e la 24 Ore del Dono
La presidente Nardon ha infine richiamato il valore simbolico del 2026, anno del 50esimo anniversario del terremoto del Friuli. Un anniversario che tocca da vicino anche la storia dell’associazione.
“Appena pochi minuti dopo la tragedia – ha ricordato – la forza identitaria alla base della nostra associazione seppe emergere grazie a migliaia di volontari che corsero negli ospedali per donare, molti per la prima volta, la cosa di cui c’era più urgente bisogno: il sangue, permettendo così di salvare tantissime vite”.
Per questo, la prossima edizione della maratona “24 Ore del Dono”, in programma a metà giugno in occasione della Giornata mondiale del donatore, sarà idealmente dedicata proprio a quella pagina di solidarietà e memoria collettiva che segnò profondamente il Friuli.
