Altri tre alberi abbattuti in città dopo le magnolie, si accende la polemica a Udine

Altri alberi abbattuti a Udine.

Di recente era toccato ad alcune magnolie, “sacrificate” per far posto alla pista ciclabile. Ora, tocca ad alcuni alberi in piazzetta Belloni, vicino all’ex Upim. Accade a Udine e l’ennesimo taglio di piante accende le polemiche.

A esprimere malumore, oltre ad alcuni cittadini, anche l’ex assessore comunale al Bilancio, Cinzia Del Torre: “Quando il sindaco Fontanini, ad aprile 2018, disse che Udine era la “città della morte”, avrebbe dovuto precisare che si riferiva allo sterminio sistematico degli alberi e alla distruzione del verde pubblico. A tal proposito – conclude con ironia Del Torre – si salveranno almeno i cipressi dei cimiteri?“.

Pronta la replica del vicesindaco e assessore al verde pubblico di Udine, Loris Michelini. “La possibilità di concedere alla proprietà di Palazzo Eden di eseguire interventi in piazzetta Belloni e Palazzo Morpurgo tesi al superamento delle barriere architettoniche presenti nell’area è stata decisa con delibera di Giunta nel 2017 quando ad amministrare la città c’erano i nostri predecessori”.

“Sulla base di questo documento – prosegue Michelini -, e nella consapevolezza che nel passaggio che porta da piazza Duomo a piazza Libertà sono presenti molti ostacoli per i cittadini con mobilità ridotta, si è deciso di accogliere il progetto della proprietà dell’immobile con cui vengono eliminati alcuni gradini per la cui realizzazione, purtroppo, si sono dovute sacrificare tre piante”.

Il programma con cui questa amministrazione si è presentata alle urne e ha ottenuto la fiducia degli elettori aveva tra le sue priorità la valorizzazione del verde pubblico, ed è quello che stiamo facendo con i massicci interventi relativi nuove piantumazioni grazie ai quali nel 2023 il saldo sarà di tre alberi piantati per ogni albero abbattuto. Lo stesso incremento dei fondi destinati a questo ambito rispetto agli anni passati lo dimostra oggettivamente. Questa sensibilità tuttavia deve dialogare in maniera virtuosa con un altro aspetto che contribuisce a definire la qualità della vita della città: quello del superamento delle barriere architettoniche. Per questo abbiamo ritenuto che la realizzazione di questo progetto che migliorerà la vita delle persone, andasse fatta”, conclude Michelini.