Barriere architettoniche: sono oltre 3.400 i punti critici mappati a Udine

Il piano del Comune per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Prosegue il percorso del PEBA 3, il terzo stralcio del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, focalizzato in modo specifico sui quartieri della città. Dopo il primo stralcio dedicato agli edifici pubblici di proprietà comunale e il secondo concentrato sul centro storico, questa nuova fase rappresenta un passaggio decisivo per estendere il diritto alla mobilità e alla fruizione degli spazi pubblici a tutto il territorio urbano.

Il lavoro è stato preceduto da un articolato percorso di ascolto e confronto con la cittadinanza: nel corso dei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha promosso numerosi incontri nei quartieri, attraverso i Consigli di quartiere partecipati, con l’obiettivo di informare i residenti sul progetto e, allo stesso tempo, raccogliere segnalazioni, esigenze e indicazioni puntuali sulle principali criticità presenti lungo i percorsi pedonali. Un contributo diretto che ha arricchito e rafforzato la fase di analisi tecnica.

L’analisi sui percorsi pedonali.

Dal punto di vista operativo, il PEBA 3 ha previsto un’analisi approfondita di circa 32 chilometri di percorsi pedonali distribuiti nei quartieri cittadini. Il quadro che emerge è ampio e articolato: le criticità complessivamente rilevate sono state oltre 3400, con una stima dei costi di intervento superiore ai 9 milioni di euro, a conferma della dimensione strutturale del tema dell’accessibilità urbana.

Dall’amministrazione arriva una risposta a questa situazione. L’indirizzo assunto dalla giunta guidata dal sindaco Alberto Felice De Toni è infatti quello di destinare circa 600 mila euro all’anno, in modo non vincolante, per i prossimi dieci anni, per interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, in particolare all’interno di interventi più ampi. Una scelta che introduce una programmazione di medio-lungo periodo e che consente di affrontare in maniera graduale ma continuativa le numerose criticità emerse.

I tipi di interventi.

Dall’analisi dei dati raccolti emergono alcune tipologie di problemi particolarmente ricorrenti. Le criticità più frequenti riguardano le pendenze trasversali dei percorsi pedonali (17,5%), seguite dalle sconnessioni della pavimentazione (11,8%). Rilevante anche la presenza di ostacoli verticali, come pali della segnaletica (7,2%), e l’assenza di segnaletica tattilo-plantare (7%), elemento fondamentale per le persone con disabilità visiva. Seguono dislivelli non adeguati (4,6%) e manufatti edilizi o tecnologici sporgenti (2,9%).

 “Il lavoro svolto con il PEBA 3 dimostra quanto sia fondamentale per un Comune dotarsi di strumenti solidi di pianificazione e monitoraggio, capaci di leggere in modo puntuale la città e le sue reali necessità”, sottolinea l’assessore alla pianificazione territoriale Andrea Zini. “Conoscere nel dettaglio le criticità diffuse nei quartieri, come abbiamo voluto fare noi, significa andare oltre gli interventi a spot e costruire una visione strutturale, che tenga insieme accessibilità, qualità dello spazio pubblico e vita quotidiana delle persone. Solo attraverso una pianificazione organica è possibile tradurre i bisogni di chi vive la città in un programma di interventi concreto, continuo e orientato all’inclusione”.

“Disporre di un quadro chiaro e aggiornato delle esigenze dei quartieri è uno strumento essenziale anche dal punto di vista operativo”, evidenzia l’assessore alle opere pubbliche Ivano Marchiol. “Una mappatura puntuale delle criticità ci consente di programmare gli interventi per l’accessibilità non solo come opere dedicate, ma anche integrandoli all’interno di cantieri e progetti più ampi, ottimizzando risorse e tempi, come negli interventi realizzati in questi ultimi due anni e in quelli attualmente in corso. Il Comune sta intervenendo in maniera costante per migliorare l’accessibilità urbana, sia nel centro storico sia nei quartieri, con l’obiettivo di rendere la città sempre più sicura e fruibile per tutte e tutti”.

Percorsi tattilo-plantari: gli ultimi interventi approvati

Accanto alla pianificazione di lungo periodo delineata dal PEBA 3, l’Amministrazione ha nel frattempo approvato interventi puntuali e immediati attraverso una perizia suppletiva di variante dedicata al ripristino e alla sostituzione dei percorsi tattilo-plantari. La variante, approvata dalla Giunta, riguarda in particolare viale San Daniele, via San Vito al Tagliamento, via Sacile e via Ermes di Colloredo, dove sopralluoghi in corso d’opera hanno evidenziato situazioni di degrado, cedimenti dei marciapiedi e gravi carenze nei percorsi per persone con disabilità motorie e visive.

Gli interventi prevedono, tra l’altro, la rimozione dei percorsi tattili deteriorati, l’allargamento dei marciapiedi, l’eliminazione dei dislivelli superiori a un centimetro, la realizzazione di nuovi abbassamenti per l’attraversamento pedonale e la posa di nuove mattonelle tattilo-plantari in calcestruzzo giallo, con una chiara discontinuità cromatica per favorire l’orientamento delle persone ipovedenti. È inoltre prevista l’installazione di archetti parapedonali per impedire la sosta dei veicoli in prossimità degli attraversamenti e garantire condizioni di maggiore sicurezza.