Commercio a Udine, Vidoni: “Le vetrine vuote smentiscono i trionfalismi di Venanzi”

I dati sul cambiamento del commercio nel centro di Udine accendono lo scontro politico. Dopo la presentazione del monitoraggio che fotografa una sostanziale stabilità del numero complessivo delle attività, ma anche un calo dei negozi al dettaglio, interviene Luca Onorio Vidoni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che attacca il vicesindaco e assessore alle Attività produttive Alessandro Venanzi.

Tra il 2021 e il 2025, nel centro storico, le attività considerate dal monitoraggio sono passate complessivamente da 1.442 a 1.452, mentre i negozi al dettaglio sono diminuiti da 739 a 713, 26 in meno. A compensare il calo sono stati soprattutto ristorazione, strutture ricettive e artigianato.

“Il vicesindaco Venanzi ha una notevole disinvoltura nel trasformare ogni conferenza stampa in una tappa della propria campagna elettorale, ma dovrebbe dedicare altrettanta attenzione alla distanza fra le sue dichiarazioni e l’esperienza quotidiana dei commercianti udinesi – afferma Vidoni –. Lo invito quindi a percorrere piazza Venerio, piazza XX Settembre, piazza Duomo e i quartieri della città, a osservare i locali sfitti e soprattutto a entrare nelle attività che resistono per ascoltare dalla voce di chi le gestisce quali difficoltà affronti ogni giorno”.

“Il monitoraggio presentato descrive una realtà che merita maggiore preoccupazione – prosegue il capogruppo di FdI –. Se è vero che il saldo complessivo dei comparti considerati cresce di dieci unità grazie all’aumento di alcune tipologie di esercizi, è altrettanto vero che il centro storico ha perso 26 attività di commercio al dettaglio tra il 2021 e il 2025, mentre nell’intera città il numero dei bar si è ridotto di 72 unità tra il 2019 e il 2025. I dati vanno interpretati correttamente perché usare quel totale per rassicurare sullo stato dei negozi significa sorvolare proprio sul problema che si dovrebbe affrontare con misure strutturali a loro sostegno”.

Le critiche alle scelte del Comune

Vidoni punta quindi il dito contro alcune decisioni dell’amministrazione comunale, dalla mobilità ai parcheggi fino ai cantieri. “La Giunta De Toni procede invece nella direzione opposta, con le restrizioni legate alla ZTL, l’eliminazione dei parcheggi, i continui cantieri che complicano l’accesso al centro e l’aumento delle tasse comunali, aggravando le difficoltà di chi vi lavora. Venanzi dovrebbe spiegare come queste scelte possano conciliarsi con il rilancio che continua ad annunciare”.

Critiche anche al Fondo per il rilancio economico da 1,4 milioni di euro, destinato alle imprese cittadine. “Il bando per il commercio da 1,4 milioni di euro resta una misura spot e i circa 500 mila euro rimasti inutilizzati nella prima fase dimostrano che, così come è formulato, è poco appetibile per gli esercenti. La sua efficacia andrà valutata anche sulla capacità delle nuove imprese di mantenersi perché finanziare un’apertura serve a poco se mancano le condizioni per proseguire nel tempo”.

Vidoni contesta inoltre l’esclusione di alcune zone della città dalla misura: “Ancora più discutibile è l’esclusione dalla misura per i quartieri di Chiavris-Paderno, Cussignacco-Paparotti e Udine sud-Baldasseria che auspichiamo vengano inclusi nel nuovo bando annunciato. Invitiamo inoltre l’Amministrazione ad ascoltare di più le categorie economiche che non servono solo quando bisogna fornire dati, raccolti contando vetrina per vetrina, ma anche quando presentano proposte”.

Il confronto con il Governo

Nella parte finale dell’intervento il capogruppo di Fratelli d’Italia replica anche alle critiche rivolte al Governo nazionale dal centrosinistra.

“È infine inaccettabile che gli esponenti del centrosinistra cerchino nel Governo nazionale un alibi per sottrarsi alle proprie responsabilità sull’economia locale – sostiene Vidoni –. L’esecutivo Meloni ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale, ridotto l’Irpef, ha previsto l’esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kW, portando avanti con continuità misure a favore dei cittadini e a sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese: sono interventi a favore del potere d’acquisto delle famiglie e del tessuto produttivo, ai quali devono affiancarsi scelte coerenti da parte dei Comuni”.

“Il sindaco e il suo vice rispondano dunque delle decisioni che assumono a Udine, considerato che scaricare le colpe su Roma lascia irrisolti i problemi di chi ogni giorno tiene aperta un’attività”, conclude Vidoni.