Quattro giorni di festa, piazze affollate e migliaia di piatti serviti. Friuli DOC chiude oggi, domenica 13 settembre, la sua 32ª edizione con un bilancio positivo, dopo un avvio condizionato dalle forti piogge di giovedì sera e venerdì e un fine settimana caratterizzato da una forte partecipazione.
Gli operatori hanno riferito di presenze in linea o superiori a quelle del 2025 e, in diversi casi, di aver esaurito cibi e bevande prima della conclusione della manifestazione. Il pubblico non si è concentrato soltanto negli spazi della ristorazione, ma si è distribuito tra il centro storico, Parco Moretti e piazza Primo Maggio, seguendo anche musica, sport, cultura e le nuove proposte inserite nel programma.
Dal frico al cinghiale, i numeri degli stand
A raccontare la partecipazione sono soprattutto i numeri registrati nei diversi punti della città. Al Castello sono state servite circa 4.500 porzioni di frico, mentre i piatti a base di carne di toro hanno superato i 2,5 quintali, con migliaia di porzioni di costa. In Largo Ospedale Vecchio, nell’area dedicata al Tarvisiano, le porzioni di frico hanno superato quota 3.000, insieme a stinco, salsicce e birra. In piazza Venerio il frico di Carpacco ha raggiunto oltre 4.000 porzioni.
A Zompicchia il nuovo stinco ha affiancato lo spezzatino di cinghiale, assaggiato da oltre 4.000 persone. In piazza XX Settembre hanno trovato spazio cais, lumache e lo stand di Attimis dedicato alle proposte dolci e salate a base di fragole, con lunghe code.
Piazza Duomo ha ospitato i cjarsons della Carnia e la birra Zahre. In piazza Primo Maggio sono arrivati invece i fasolari di Marano e le proposte dell’AIC, con piatti senza glutine, senza lattosio, vegetariani e vegani. Per la prima volta erano presenti anche gli stand del Distretto del cibo, con menù a sorpresa proposti dai Comuni aderenti.
In piazza San Cristoforo spazio alle proposte di fritto della Pro Loco di Cervignano, mentre in piazza Patriarcato è stata protagonista la vicina Stiria. Via Aquileia ha riunito invece realtà diverse, dai pescatori di Trieste alle Valli del Natisone e del Judrio, fino a Cormons.
Non solo cibo: sport, cani e la prima Fiera degli Amari
Il bilancio della 32ª edizione passa anche dalle iniziative che hanno allargato la manifestazione oltre la gastronomia. Il Villaggio dello Sport in piazza Primo Maggio ha registrato una forte partecipazione, mentre al Parco Moretti Friuli Dog ha coinvolto circa 200 persone insieme ai loro cani.
Buona risposta anche per la prima Fiera degli Amari in piazza Matteotti, una delle novità dell’edizione. Sempre nel centro storico si è svolta la seconda asta dei formaggi organizzata dalla Cooperativa Malghesi sotto la Loggia del Lionello. Circa 300 persone hanno assistito alla vendita di 17 forme di formaggio di malga, con una raccolta vicina ai 2.000 euro.
Il Comune di Udine ha registrato una buona risposta anche all’Infopoint: sono state vendute circa 400 magliette di Friuli DOC, oltre a cavatappi, shopper e altri gadget.
Per il vicesindaco Alessandro Venanzi, il risultato conferma il cambiamento della manifestazione: “Un vero e proprio festival, capace di andare oltre la dimensione enogastronomica per offrire un’esperienza di alta qualità fatta di cultura, musica, sport, spettacolo, socialità e innovazione. Un festival sempre più policentrico, nel quale ogni piazza diventa un luogo da vivere e ogni pubblico può trovare la propria proposta”.
“È questa la direzione che abbiamo voluto imprimere e lungo la quale vogliamo continuare a far crescere la manifestazione. Quattro giorni in cui vogliamo promuovere e mantenere al centro le eccellenze del territorio, ma allo stesso tempo costruire attorno a esse un evento sempre più ricco, contemporaneo e capace di coinvolgere tutta la città”.
Da Udine a tutto il Friuli
La manifestazione ha portato in città produttori, imprese, cooperative, associazioni, realtà culturali e sportive, amministrazioni e comunità provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia.
“Friuli Doc nasce e si svolge a Udine – spiega ancora il vicesindaco –, ma quello che porta in città arriva da tutto il Friuli Venezia Giulia: produttori, imprese, cooperative, associazioni, realtà culturali e sportive, amministrazioni e comunità. È una delle caratteristiche che rendono questa manifestazione unica, le cui ricadute economiche e promozionali non rimangono circoscritte alla città, ma si distribuiscono sull’intero territorio regionale, dando visibilità a chi ogni giorno lavora per raccontare le nostre eccellenze, dal mare ai monti”.
Quaranta interventi sanitari e 15 sulla viabilità
Sul fronte della sicurezza e dell’assistenza, il dispositivo organizzato da SORES FVG e dal Comitato di Udine della Croce Rossa Italiana ha coinvolto 12 infermieri, 4 medici e 150 volontari.
Sono state impiegate 4 ambulanze e un’automedica, oltre a un punto di primo soccorso con medico e infermiere. Entro le 17 di domenica erano stati effettuati circa 40 interventi sanitari nell’arco dei quattro giorni: tutti per malori di lieve entità, senza particolari criticità o eccessi. La Polizia locale di Udine ha effettuato invece circa 15 interventi legati alla viabilità.

