Si tuffò nella roggia per tentare di salvare Stefano: l’abbraccio della famiglia Ligi a Endrit Dedaj

Il sindaco di Udine De Toni e la famiglia Ligi consegnano una targa a Endrit Dedaj a Palazzo D'AroncoIl sindaco di Udine De Toni e la famiglia Ligi consegnano una targa a Endrit Dedaj a Palazzo D'Aronco

Ci sono ferite che non si rimarginano, ma ci sono gesti che riescono a lenire il dolore, trasformandolo in gratitudine profonda: a distanza di due mesi dal tragico incidente nella roggia di via Planis a Udine, che lo scorso gennaio ha strappato alla vita il 58enne Stefano Ligi, la città ha voluto dire grazie a chi, in quegli istanti drammatici, non ha esitato ad aiutare.

A Palazzo D’Aronco, il sindaco Alberto Felice De Toni e la famiglia Ligi hanno accolto Endrit Dedaj, il 27enne di origini albanesi che per primo si era gettato nelle acque gelide della roggia di Palma nel disperato tentativo di estrarre Stefano dall’abitacolo della sua auto.

Un gesto che Udine non dimentica

L’incontro è stato organizzato grazie alla volontà della famiglia Ligi, e in particolare di Adriana Ligi, accompagnata dal marito Alessandro Crin, e di Giorgio Ligi, sorella e fratello di Stefano. La famiglia ha realizzato e consegnato per l’occasione una targa dedicata a Dedaj.

Il sindaco, accogliendo il giovane accompagnato dalla famiglia, insieme all’assessora alla Polizia Locale Rosi Toffano, ha voluto sottolineare il coraggio del gesto compiuto, ringraziandolo a nome di tutta la comunità udinese:

“Ho voluto, a nome di tutta la città, esprimere la nostra profonda gratitudine nei confronti di Endrit Dedaj“, ha affermato il sindaco Alberto Felice De Toni. “Il suo gesto istintivo di solidarietà e il coraggio con cui hai cercato di salvare una vita umana in un momento così critico rappresentano un esempio alto di senso civico. Dopo l’episodio dello scorso gennaio, che ha colpito profondamente la nostra comunità, era giusto riconoscere e onorare la sua generosità e il suo spirito di servizio per la vita umana”.