Indagati per corruzione elettorale a Udine, De Toni: “Udienza atto dovuto”. Salmè e Perissutti: “Nessun avviso di garanzia”

Le reazioni dopo l’indagine per la presunta corruzione elettorale a Udine.

Arrivano le prime reazioni dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, del consigliere comunale Stefano Salmè e di Daniela Perissutti, presidente della lista civica Io amo Udine e vicepresidente di Arriva Udine, nell’ambito dell’inchiesta per una presunta ipotesi di corruzione elettorale.

La vicenda riguarda la nomina di Perissutti nella società partecipata del trasporto pubblico e nasce da un esposto presentato nel 2024 da alcuni consiglieri comunali di opposizione. Dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, i firmatari dell’esposto hanno presentato opposizione e il giudice per le indagini preliminari Camilla Del Torre ha fissato un’udienza per il mese di settembre.

De Toni: “Un passaggio obbligato”

Il sindaco Alberto Felice De Toni ha definito l’udienza fissata per settembre un “atto dovuto”, conseguente all’opposizione presentata dai querelanti alla richiesta di archiviazione. “Nonostante la richiesta di archiviazione, emessa dalla pubblico ministero in due diversi momenti, i querelanti hanno comunque chiesto di opporsi tramite il loro legale”, ha spiegato il primo cittadino, esprimendo “fiducia nell’operato della Procura e dei magistrati del Tribunale”.

Secondo De Toni, nei mesi scorsi i pubblici ministeri non avrebbero ravvisato elementi sufficienti per procedere, accogliendo le argomentazioni contenute nelle memorie presentate dalla sua difesa. “In caso di opposizione della parte offesa – ha aggiunto – il codice di procedura penale stabilisce che il giudice debba comunque fissare un’udienza. Quello di settembre si configura quindi come un passaggio obbligato per la mera opposizione dei consiglieri di centrodestra”.

Salmè e Perissutti: “Nessun avviso di garanzia”

Anche Stefano Salmè e Daniela Perissutti sono intervenuti con una nota congiunta, precisando di aver appreso la notizia dell’iscrizione dei loro nominativi nel registro degli indagati esclusivamente attraverso gli organi di informazione.

“Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun avviso di garanzia né alcuna comunicazione da parte dell’autorità giudiziaria – hanno dichiarato –. Non avendo ancora avuto accesso agli atti, non siamo pertanto nelle condizioni di conoscere il contenuto delle contestazioni né di formulare valutazioni nel merito”.

Salmè e Perissutti hanno ricordato che il procedimento trae origine da un esposto presentato da consiglieri comunali di centrodestra e hanno criticato la scelta di opporsi alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura.

“L’opposizione alla richiesta di archiviazione del rappresentante della Pubblica Accusa, proposta dal loro legale, rischia, a nostro avviso, di spostare il confronto dal piano politico a quello giudiziario, coinvolgendo anche una lista civica di opposizione come Io amo Udine, che da tempo collabora con le altre forze di minoranza nell’esercizio del proprio ruolo istituzionale”.

“Nomine delle minoranze, una prassi consolidata”

I due esponenti di Io amo Udine hanno inoltre sottolineato che la presenza di rappresentanti delle minoranze negli organi delle società partecipate costituisce, a loro giudizio, una prassi consolidata nelle amministrazioni locali, indipendentemente dal colore politico.

“Anche nell’attuale consiliatura sono state effettuate nomine riconducibili a forze di opposizione. La nomina della dottoressa Daniela Perissutti, presidente della lista civica Io amo Udine e vicepresidente di Arriva Udine, si inserisce in questo contesto istituzionale e amministrativo”.

Salmè e Perissutti hanno quindi ribadito il loro rispetto per il lavoro della magistratura e l’interesse a chiarire ogni aspetto della vicenda “nel modo più rapido e trasparente possibile”, una volta che gli atti saranno messi a disposizione della difesa.

La difesa affidata all’avvocato Giovanni Adami

La vicenda, hanno concluso, non modificherà il loro impegno politico e civico all’interno del Consiglio comunale.

“Continueremo a svolgere con serenità, responsabilità e determinazione il nostro ruolo al servizio della città, collaborando con tutte le forze di opposizione sui temi che riguardano il futuro di Udine e mantenendo sempre al centro l’interesse generale della comunità”. Stefano Salmè e Daniela Perissutti hanno conferito mandato all’avvocato Giovanni Adami del Foro di Udine, che li assisterà nel procedimento e valuterà gli atti non appena saranno resi disponibili.