La donna della Carnia che sfidò il Settecento torna in libreria

C’è una donna che, nel cuore della Carnia del Settecento, sfida il proprio tempo con l’intelligenza, il coraggio e la determinazione. È Maria Staulino Mussinano, protagonista de “La moglie del cramar. Il ritratto di Maria” il romanzo con cui Raffaella Cargnelutti ha esordito nella narrativa storica e che da oggi torna in libreria in una nuova edizione pubblicata da Mursia.

Più di una semplice ripubblicazione, questa nuova edizione rappresenta il ritorno del libro che ha dato origine a un progetto narrativo che negli anni si è affermato come uno dei più significativi nel panorama della narrativa storica italiana dedicata al Friuli Venezia Giulia.

Da Maria a Dora, protagonista de L’altra guerra, passando per Alla gentilezza di chi la raccoglie, La valle dei Ros e Le spiritate di Verzegnis, Raffaella Cargnelutti ha costruito, romanzo dopo romanzo, un grande affresco della Carnia, della sua storia e della sua anima, restituendo voce a donne dimenticate, vicende realmente accadute e pagine di storia rimaste troppo a lungo ai margini della memoria collettiva.

La Carnia dei cramars e una protagonista fuori dal suo tempo

Ambientato nella seconda metà del Settecento, La moglie del cramar. Il ritratto di Maria conduce il lettore in una Carnia fatta di commerci, partenze e grandi sacrifici. È il tempo dei cramars, gli intraprendenti mercanti carnici che attraversavano le Alpi portando merci, conoscenze e cultura nelle terre d’oltralpe, contribuendo a fare della montagna friulana un territorio aperto all’Europa.

Ma il cuore del romanzo è una donna.

Maria Staulino Mussinano, realmente esistita, appartiene a quella ristrettissima minoranza femminile che, nel Settecento, sa leggere, scrivere e fare di conto. Rimasta vedova del marito Cristoforo Mussinano, è costretta a prendere nelle proprie mani il destino della famiglia e dell’attività commerciale, affrontando responsabilità che la società del tempo riservava esclusivamente agli uomini.

La sua cultura diventa strumento di emancipazione, il suo coraggio un esempio di straordinaria modernità. Non è un caso che scelga di essere ritratta con un libro tra le mani: un gesto simbolico che racconta il desiderio di affermare il valore del sapere e della propria identità.

Un affresco storico sulla Carnia del Settecento

Attraverso una rigorosa ricostruzione storica e una scrittura elegante, intensa e coinvolgente, Raffaella Cargnelutti dipinge un affresco vivido della Carnia del Settecento: una terra orgogliosa della propria autonomia amministrativa, delle tradizioni, del lavoro e della capacità di affrontare una natura tanto severa quanto generosa.

Il romanzo restituisce il mondo dei cramars, le dinamiche della vita familiare, il ruolo delle donne e la forza di una comunità che ha saputo costruire la propria ricchezza attraverso il coraggio, l’intraprendenza e il sacrificio.

La carriera di una narratrice della memoria friulana

Critica e storica dell’arte, nata a Tolmezzo nel 1957 e laureata al DAMS dell’Università di Bologna, Raffaella Cargnelutti affianca da decenni all’attività di ricerca storico-artistica una produzione narrativa apprezzata per il rigore della documentazione e la profonda sensibilità umana.

Dopo l’esordio con “Il ritratto di Maria”, ha pubblicato numerosi romanzi dedicati alla storia e all’identità del Friuli Venezia Giulia, tra cui “Alla gentilezza di chi la raccoglie”, ispirato alla deportazione nel lager di Buchenwald, “La valle dei Ros”, “Le spiritate di Verzegnis” e il recente “L’altra guerra”, che racconta il coraggio silenzioso delle donne friulane durante la Seconda guerra mondiale.

Nel 2020 è stata finalista al Premio Letterario Mursia – RTL 102.5 Romanzo Italiano con “Di cera e di vento” e nel 2024 “Le spiritate di Verzegnis” è stato finalista al Premio Palmastoria, dedicato al romanzo storico.

Un omaggio alla Carnia e alla sua identità

Con questa nuova edizione, Mursia restituisce ai lettori il romanzo che ha inaugurato il percorso di un’autrice oggi riconosciuta come una delle più autorevoli interpreti della storia e dell’identità della Carnia. Una scrittrice che, libro dopo libro, ha saputo trasformare la memoria locale in letteratura universale, raccontando vicende profondamente radicate nel territorio ma capaci di parlare a tutti.

“La moglie del cramar. Il ritratto di Maria” è l’ennesimo omaggio dell’autrice alla sua terra ed è molto più di un romanzo storico: è la storia di una donna che sceglie di non piegarsi al proprio destino, è il ritratto di una comunità che ha fatto del lavoro e della dignità la propria forza, ed è un riconoscimento personale della Cargnelutti a quella Carnia che continua a custodire, attraverso la memoria, il senso più autentico della propria identità.