E’ di nuovo scontro tra la Regione Fvg e il Comune di Udine: dopo la polemica dell’assessore comunale Federico Pirone sul taglio dei fondi al Teatro Giovanni da Udine, che l’omologo regionale Mario Anzil ha definito “infondata” e “tendenziosa”, ora il fronte aperto è quello sui minori stranieri non accompagnati. E, nello specifico, sui contributi a loro dedicati per le attività estive “Extra accoglienza”, per cui Palazzo D’Aronco ha stanziato 31 mila euro.
I contenuti della delibera e gli obiettivi dei progetti estivi
La decisione della Giunta comunale prevede il finanziamento di progetti estivi dedicati ai minori stranieri non accompagnati, con attività educative, sportive e ricreative. Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’obiettivo è evitare situazioni di inattività e possibili criticità negli spazi pubblici.
Nel documento, infatti, si fa riferimento alla necessità di prevenire “stazionamento inattivo in aree pubbliche”, oltre a possibili “situazioni di disagio” e “disturbo della quiete pubblica”. Le risorse saranno destinate a progetti con contributi fino a 14 mila euro ciascuno, con rimborsi fino all’80% delle spese per attività sportive, laboratori, uscite didattiche e iniziative ricreative.
L’attacco della Regione: “Scelta incoerente e sistema sbilanciato”
Sulla decisione del Comune interviene duramente l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che contesta l’impianto complessivo del provvedimento e il rapporto tra risorse regionali e comunali.
“La Regione si è assunta volontariamente l’onere, non previsto dalle proprie competenze dirette, di supportare i Comuni nel pagamento delle rette per l’accoglienza dei minori stranieri. Risulta pertanto difficile comprendere le ragioni per cui, a fronte di una costante richiesta di risorse regionali per coprire tali costi, il Comune di Udine disponga poi di fondi propri per finanziare attività ricreative supplementari“, ha dichiarato Roberti.
Secondo l’assessore, il punto critico non è solo economico ma anche gestionale, con un sistema che finirebbe per scaricare all’esterno parte dell’organizzazione quotidiana dei percorsi di accoglienza. “Appare infatti singolare – ha aggiunto – che strutture le quali già percepiscono rette quotidiane per ogni minore non siano in grado di organizzare autonomamente il tempo e le attività dei ragazzi, rendendo necessario un ulteriore intervento economico esterno per colmare quello che sembra un vuoto educativo o gestionale”.
“Privilegio che esclude la cittadinanza”
La critica dell’assessore regionale si allarga anche al piano dell’equità nell’utilizzo delle risorse pubbliche e all’impatto sociale delle scelte comunali. “Questo scenario suggerisce che nonostante le ingenti risorse investite, le strutture non sappiano cosa far fare ai giovani ospiti, delegando l’onere dell’integrazione e dell’occupazione del tempo libero a progetti supplementari pagati dai contribuenti”, ha affermato Roberti.
E in chiusura, un passaggio che alza ulteriormente i toni dello scontro politico: “Tale scelta – ha infine concluso – non solo è finanziariamente discutibile rispetto all’equità istituzionale verso la Regione, ma crea anche una disparità di trattamento, poiché questi servizi extra rimangono un privilegio esclusivo dei minori stranieri, escludendo il resto della cittadinanza locale dal beneficio di tali laboratori e attività sportive gratuite”.
