C’è ciò che scegliamo di nascondere e ciò che, pur avvenendo davanti ai nostri occhi, preferiamo non vedere. È da questa tensione che nasce “JOURNEY INTO SHAME”, la prima mostra personale dell’artista udinese Andrea Grossi, in arte .K., ospitata alla Galleria FARè di Udine fino al 19 settembre.
Sono 26 le opere esposte, realizzate principalmente in acrilico su tela e su supporti non convenzionali. Insieme costruiscono un percorso fatto di presenze, frammenti e segni, nel quale ogni lavoro mantiene una propria autonomia ma dialoga con gli altri attraverso richiami visivi, contrasti cromatici e tensioni materiche.
La vergogna come esperienza personale e collettiva
Al centro del progetto c’è la vergogna, affrontata dall’artista non soltanto come esperienza intima, ma anche come chiave per interrogare il presente. Le opere invitano così a oltrepassare la superficie e a confrontarsi con le proprie zone d’ombra, ma anche con la responsabilità di ciò che si sceglie di guardare o di ignorare.
“Non mi aspetto che le persone trovino risposte nelle mie opere, ma che si interroghino su ciò che ci circonda, su ciò che spesso accade attorno a noi e che viene normalizzato dalla società. Mi interessa spingerle a oltrepassare la superficie e a confrontarsi con le proprie zone d’ombra, così come con le responsabilità che emergono nel guardare il mondo. I miei lavori servono a creare consapevolezza attraverso la rappresentazione del campo di tensione tra individuo e società“, spiega .K.
“La mia pittura non descrive una realtà: la attraversa, la altera e ne restituisce gli aspetti più inquieti o difficili da nominare. Nasce da un’esigenza e ne risulta uno stile volutamente non accademico, ma d’impatto”, aggiunge l’artista.
Una pittura che vuole colpire al primo sguardo
Il percorso espositivo punta anche sull’immediatezza del linguaggio. A sottolinearlo è Roberto Casasola, curatore della Galleria FARè, che evidenzia proprio la capacità delle opere di trasmettere rapidamente il pensiero dell’artista.
“Ciò che mi ha colpito di queste opere è l’immediatezza del messaggio, la semplicità e la velocità con cui il suo pensiero arriva e colpisce l’osservatore al primo sguardo”, osserva Casasola.
Per .K., dunque, la pittura diventa uno strumento per attraversare una realtà spesso difficile da nominare, mettendo in relazione la dimensione individuale con quella sociale e lasciando allo spettatore il compito di confrontarsi con le domande sollevate dalle opere.
“JOURNEY INTO SHAME” sarà visitabile fino al 19 settembre alla Galleria FARè, in via dei Rizzani 9, interno 3, a Udine. La mostra è aperta dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19. L’ingresso è gratuito.

