La seconda giornata di Open Dialogues for the Future.
Nell’ex chiesa di San Francesco, la seconda giornata di Open Dialogues for the Future si è aperta con un focus sulla superpotenza americana, una variabile che non è solo geopolitica ma profondamente economica per un territorio come il Friuli Venezia Giulia, che vede negli Stati Uniti uno sbocco commerciale imprescindibile.
Baker: “La presidenza personalista e la sfida all’Iran”
Il primo a tracciare la rotta è stato Gerard Baker, editorialista del Wall Street Journal, in conversazione con il direttore scientifico di Open Dialogues, Federico Rampini. Baker ha analizzato la dottrina Trump, definendola una “presidenza personalista”, dove ogni decisione è guidata dalla personalità e dal processo decisionale dell’uomo Donald Trump piuttosto che da una teoria politica definita.
Sull’attuale conflitto con l’Iran, Baker ha offerto una lettura storica: “È importante capire che gli Stati Uniti stanno finalmente rispondendo a un nemico che li attacca sistematicamente da 47 anni“, riferendosi alla rivoluzione del 1979. Tuttavia, ha evidenziato le criticità della gestione attuale: “L’amministrazione Trump – ha detto il giornalista – ha fatto un pessimo lavoro nello spiegare al popolo americano perché questa guerra fosse necessaria”, sottolineando la confusione nei messaggi che oscillano tra il cambio di regime e la distruzione del programma nucleare. Baker ha anche lanciato un allarme sulle capacità militari: “Gli Stati Uniti stanno consumando munizioni e intercettori a un ritmo rapidissimo“, un fattore che potrebbe influenzare la prontezza americana in altri teatri, come l’Asia.
Liz Truss: “L’Europa ha bisogno di una rivoluzione in stile Trump”
Elizabeth Truss, già Primo Ministro britannico, ha dipinto un quadro di profondo declino per il Vecchio Continente. “Negli ultimi 30 anni l‘Occidente è passato sulla difensiva. Cina, Iran e Russia hanno fatto progressi mentre noi abbiamo permesso a forze anti-occidentali di operare all’interno dei nostri confini”.
Truss ha puntato il dito contro l’ambientalismo radicale e l’economia keynesiana: “L’ideologia ambientalista ha portato alla de-industrializzazione… e oggi il Regno Unito, incluso Londra, è più povero del Mississippi o di Porto Rico”. La sua ricetta per salvare l’Europa è netta: “Abbiamo bisogno di una rivoluzione in stile Trump, contro le élite che hanno perseguito politiche dannose per decenni”. Sull’immigrazione, Truss ha chiesto di ribaltare le riforme dei diritti umani che equiparano i cittadini agli immigrati illegali.
Gardiner: “Salvare la civiltà occidentale”
A supporto di questa visione, Nile Gardiner, direttore Margareth Thatcher Center for Freedom ha definito Trump come il “primo presidente americano euroscettico”, che rifiuta il potere centralizzato di Bruxelles a favore della sovranità nazionale. “Il futuro dell’Europa poggia su confini sicuri e sulla sovranità nazionale”, ha dichiarato Gardiner. Gardiner ha poi affrontato il tema identitario con estrema fermezza. “Se perdiamo l’Europa – ha concluso –, la civiltà occidentale è spacciata”.
