A Udine il Pali di Avost incorona i colori dei Valentinis

Il Ferragosto a Udine con il Pali di Avost.

Ferragosto all’insegna della storia, del gioco e delle tradizioni cittadine nel cuore di Udine, dove sabato 15 agosto è tornato il “Pali di Avost”, iniziativa spontanea promossa dal Fogolâr Civic di Udin per riscoprire gli antichi ludi cittadini e rafforzare lo spirito di comunità. A conquistare la quarta edizione sono stati i colori della storica casata dei Valentinis, portati alla vittoria da Roberta Turco.

La manifestazione ha richiamato in centro numerosi partecipanti e curiosi. Quindici corsieri e fantini in miniatura, realizzati in scala 1:72 e abbinati a esponenti dell’associazionismo e del civismo culturale, si sono sfidati in una sorta di gioco dell’oca all’aperto attorno alla Fontana di Giovanni da Udine, nel Mercatonuovo. L’iniziativa richiama simbolicamente le antiche corse dei cavalli cittadine, trasferite nel 1795 sul tracciato ellittico del “Zardin Grant” dopo secoli di competizioni attraverso il centro storico.

Quindici concorrenti e le antiche casate di Udine

La giornata è entrata nel vivo alle 18 alla Galleria Italian Secret di piazza Matteotti, dove si sono svolte le iscrizioni e il sorteggio degli abbinamenti tra concorrenti e pedine.

A ciascuno dei quindici partecipanti è stato assegnato un cavallo con una livrea ispirata a una storica casata locale, appartenente a uno dei tre gruppi individuati dagli organizzatori: nobiltà cittadina udinese, castellana friulana e patriziato veneziano. A decidere l’avanzamento dei cavalli sono stati dadi artigianali in legno realizzati dal rievocatore Sergio Copetti.

Particolarmente partecipata la gara, che ha coinvolto anche il pubblico presente in piazza, tra bambini, famiglie, udinesi e turisti rimasti in città durante il Ferragosto.

Roberta Turco vince il Palio

A tagliare per prima simbolicamente il traguardo è stata Roberta Turco, di Grions del Torre, dama del Gruppo storico udinese di Pracchiuso. Il suo cavallo, dedicato ai Valentinis, ha conquistato il tradizionale drappo vermiglio del Palio, affiancato dal simbolo dell’aquila di Aquileia.

Seconda posizione per Paola Taglialegne, di Latisana e cittadina di Udine, in gara con i colori di Casa Moisesso. Sul terzo gradino del podio è salito invece il presidente dell’ARLeF Eros Cisilino, con il cavallo dedicato alla casata dei Polcenigo.

Quarta Maria Luisa Ranzato, procuratore dell’Arengo udinese, con i colori di Casa Pavona, mentre al quinto posto si è classificata Marina Scagnetti con le insegne dei Signori di Maniago. A seguire Albana Plos con i Cossio, Renata Capria D’Aronco con i nobili di Varmo e Claudia Pascoletti con gli Ottelio.

L’ultimo posto, al quale la tradizione associa la “purcite”, oggi rappresentata da un salvadanaio a forma di maiale, è andato a Ermano Beltrame, marito proprio della vincitrice Roberta Turco. Beltrame gareggiava con i colori dei Manin.

Proprio alla famiglia Manin gli organizzatori hanno dedicato un omaggio particolare, a tre secoli dalla nascita di Lodovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia, unendo nella fontana le bandiere friulana e veneziana.

“Cittadini protagonisti della storia della loro città”

Al centro dell’iniziativa anche il messaggio civico promosso dal Fogolâr Civic di Udin. Il presidente Alberto Travain, ideatore del “Pali di Avost”, ha sottolineato il significato di una manifestazione costruita spontaneamente dai cittadini, chiamati non soltanto ad assistere agli eventi ma a diventarne protagonisti.

Un concetto condiviso anche dal presidente dell’ARLeF Eros Cisilino e dalla presidente del Consiglio comunale di Udine Rita Nassimbeni, che ha evidenziato il valore della partecipazione spontanea e gratuita della comunità.

Alla giornata hanno preso parte, tra gli altri, la presidente del Club per l’Unesco di Udine Renata Capria D’Aronco, il rievocatore Sergio Copetti e, tra il pubblico, il sindaco di Buttrio Eliano Bassi. La manifestazione si è conclusa con il corteo dei concorrenti lungo via Mercatovecchio, seguendo l’ordine della classifica, fino all’Anello del Palio, nel luogo che in passato rappresentava la meta delle antiche competizioni cittadine.