Lo sfogo del ristoratore di Udine a “Dritto e Rovescio: “In 5 anni 7 furti, troppi irregolari in città”

A Dritto e Rovescio il racconto di Gianni Perniola, titolare dell’Osteria Venerio.

Il tema della sicurezza nel centro di Udine arriva alla ribalta nazionale grazie alla testimonianza di Gianni Perniola, titolare dell’Osteria Venerio, intervenuto alla trasmissione Dritto e Rovescio in onda su Rete 4.

Viene voglia di chiudere – ha dichiarato Perniola – perché non ha senso lavorare in questa maniera. O si trova come arginare questo problema, o non andiamo da nessuna parte”. Parole pronunciate con amarezza dopo una lunga serie di episodi che hanno colpito ripetutamente il locale e il personale: sette furti in cinque anni.

Il racconto dell’ultimo furto

“L’ultimo furto – ha precisato – è avvenuto in pieno centro cittadino. Le persone non sono state identificate, ma agiscono in maniera impunita: entrano, prendono quello che riescono in due minuti, sotto gli occhi di tutti”.

Perniola ha poi allargato il discorso al contesto urbano: “Il problema degli stranieri irregolari, a cui è stato negato il visto ma che sono rimasti comunque in città, la sera diventa evidente. Io Udine non la riconosco più: dieci anni fa lasciavo le chiavi attaccate alla porta di casa”.

Il ristoratore ha espresso forte preoccupazione anche per la sicurezza delle lavoratrici: “Non mi sembra il caso di lasciarle dietro un bancone senza qualcuno che vigili, per evitare che possa accadere qualcosa di grave”.

La testimonianza di una dipendente

Durante la trasmissione è intervenuta anche una dipendente del locale, che ha raccontato l’aggressione subita al termine del turno di lavoro. “Stavo tornando a casa percorrendo il mio normale tragitto dopo la giornata di lavoro quando quest’uomo, che aveva già provato a molestare altre ragazze, ha visto me e mi ha preso di mira. Non lo conoscevo, era un uomo di colore, ma ha iniziato a seguirmi“.

“Mi ha palpeggiata, poi aggredita, colpendomi, e ha cercato di costringermi a fare cose che non voglio nemmeno ricordare – spiega la dipendente – . Subito dopo ha tentato di rubarmi la borsa. Io l’ho afferrata forte e, vedendo che non cedevo, ha iniziato a picchiarmi in faccia“.

“Ha provato anche a colpirmi con una bottiglia di birra che aveva in mano. Ne è nata una colluttazione: ho cercato di difendermi come potevo, finché sono riuscita a metterlo in fuga. L’ho anche inseguito insieme ad altre due persone e sono riuscita a riprendermi la borsa”.