Dal 15 novembre 2026 al 15 febbraio 2027 Udine avrà nuove zone rosse, con controlli rafforzati nelle aree della città considerate più problematiche sul fronte della sicurezza, dello spaccio e del degrado. Tra i luoghi interessati ci saranno l’ex Frigo di via Sabbadini e l’ex Safau, mentre i confini precisi delle zone sottoposte alle nuove misure saranno definiti dalla Questura.
La decisione è stata presa giovedì 5 novembre durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura e presieduto dal prefetto Domenico Lione, alla presenza dell’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. Accanto all’istituzione delle zone rosse, il piano prevede il potenziamento della videosorveglianza, l’impiego di guardie giurate e una diversa distribuzione delle pattuglie dell’Esercito.
Zone rosse a Udine, controlli rafforzati per tre mesi
Le nuove zone rosse rappresentano una delle principali risposte delle istituzioni al progressivo spostamento delle attività di spaccio registrato dopo la maxi operazione antidroga condotta a luglio nell’area dell’ex Safau. La chiusura della grande piazza di spaccio non ha infatti eliminato il fenomeno, ma ha contribuito a distribuirlo in altri punti della città. Una situazione che ha reso necessario riorganizzare i controlli, individuando le aree nelle quali concentrare maggiormente la presenza delle forze dell’ordine.
Il provvedimento resterà in vigore per tre mesi, dal 15 novembre al 15 febbraio, mentre spetterà alla Questura stabilire nel dettaglio il perimetro delle zone interessate. L’obiettivo è contrastare le situazioni di illegalità e aumentare la sicurezza nei quartieri maggiormente esposti ai fenomeni di degrado.
Telecamere e guardie giurate nelle aree più critiche
Alle zone rosse si affiancheranno altri interventi di prevenzione e sorveglianza. Il prefetto ha chiesto al Comune di Udine di predisporre entro la prossima settimana un progetto per installare nuove telecamere nelle aree considerate più sensibili. Gli impianti dovranno essere collegati direttamente alle sale operative delle forze dell’ordine, in modo da rendere più efficace il monitoraggio del territorio.
La Regione ha confermato la disponibilità a finanziare sia il potenziamento della videosorveglianza sia l’impiego di guardie giurate nelle aree comunali più problematiche. Tra i luoghi nei quali potrebbe essere attivato il servizio figurano l’ex Frigo di via Sabbadini e l’ex Macello. Si tratta di due complessi di proprietà comunale nei quali la presenza di personale di vigilanza potrebbe contribuire a prevenire intrusioni e danneggiamenti.
Le guardie giurate non sostituiranno le forze dell’ordine e non avranno compiti di controllo del territorio. Il loro ruolo sarà quello di garantire la guardiania e la tutela del patrimonio comunale, oltre a segnalare tempestivamente eventuali situazioni sospette. Particolare attenzione resta rivolta all’ex Frigo di via Sabbadini, dove, nonostante i precedenti controlli e sgomberi, sono state denunciate nuove intrusioni, danni e minacce. I residenti della zona chiedono da tempo una presenza continuativa per contrastare occupazioni abusive, spaccio e degrado.
Una pattuglia dell’Esercito alla Cavarzerani
Il piano prevede anche un rafforzamento temporaneo della vigilanza nella zona di via Cividale, nei pressi dell’ex caserma Cavarzerani. Per il mese di novembre una pattuglia dell’Esercito sarà trasferita dal centro cittadino per presidiare l’area nelle ore notturne. Il distaccamento durerà fino al 30 novembre, quando i militari torneranno nella loro collocazione originaria in vista delle festività natalizie.
Parallelamente agli interventi immediati, Regione e Comune dovranno affrontare anche il tema della riqualificazione delle aree dismesse, considerato fondamentale per contrastare stabilmente il degrado. Per l’ex Macello è già stata avanzata una richiesta di 4,8 milioni di euro destinati al secondo lotto dei lavori, mentre per l’ex Frigo il percorso di recupero risulta più complesso a causa dei vincoli della Soprintendenza. Diversa la situazione dell’ex Safau, che essendo di proprietà privata richiederà una proposta preliminare di recupero da parte dell’amministrazione comunale.
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