Udine e il Friuli salutano la professoressa Anna Gozzi Buliani, docente di lingua tedesca e germanista ricordata da generazioni di studenti non soltanto per il suo impegno nell’insegnamento, ma anche per la capacità di trasmettere una visione culturale profondamente legata alla storia mitteleuropea e all’identità friulana.
Tra i messaggi di cordoglio arrivati dopo la sua scomparsa c’è quello del professor Alberto Travain, coordinatore dFogolâr Civic ed ex alunno della docente all’Istituto tecnico “Antonio Zanon” di Udine.
Il ricordo degli anni trascorsi allo Zanon
Travain ha affidato il proprio saluto a una lunga testimonianza, nella quale ricorda il ruolo avuto dalla professoressa nella sua formazione personale e culturale. “Ho avuto la fortuna di essere allievo della professoressa Anna Gozzi Buliani quando frequentavo l’Istituto Zanon. Simpaticamente già mi epitetava come ‘der edle Ritter’, ovvero ‘il nobile cavaliere’. Ne sono orgoglioso”, racconta l’ex studente.
Secondo Travain, la docente aveva intuito fin da allora la sua passione per la storia mitteleuropea e per le radici culturali del Friuli. “Ammirata e stupita della mia singolare affezione asburgica, portato di tanta friulanità underground, forse la più vera, mi considerava un giovane coraggioso, capace di affrontare sfide anche a rischio personale pur di difendere principi di giustizia. Anche a tale accredito penso di dovere ciò che sono stato in circa quarant’anni”.
La conferenza prima della gita a Vienna
Nel ricordo dell’ex alunno trova spazio anche un episodio avvenuto durante il primo anno delle scuole superiori. “In prima superiore mi chiamò a tenere una conferenza in una terza, che si apprestava a partire per Vienna in gita scolastica. Fu non soltanto un successo strepitoso, ma un indimenticato investimento di fiducia”, prosegue Travain.
La professoressa Buliani viene descritta come una docente capace di accostare la letteratura tedesca alla cultura e alla storia friulana, unendo nelle sue lezioni le liriche di Johann Wolfgang von Goethe alla “Cuintristorie dal Friûl” di Giuseppe Marchetti.
“Era tarvisiana, ovvero pontebbana, e fieramente italiana. Abbinava le grandi liriche di Goethe alla ‘Cuintristorie dal Friûl’ di Marchetti, perché, come diceva in dialetto udinese, ‘el xe giusto che i furlani i sapia che i gera col Barbarossa’”.
“Educava a una coscienza euroregionale”
Nel suo messaggio Travain sottolinea come la professoressa non si limitasse a insegnare la lingua tedesca, ma contribuisse a sviluppare negli studenti una più ampia consapevolezza culturale.
“Oltre a insegnare il tedesco, educava la gioventù a una coscienza euroregionale, portato eccelso delle tradizioni di una friulanità erede di Aquileia”, afferma il coordinatore del Fogolâr Civic.
“È davvero incredibile quanto un professore, anche al di là delle proprie volontà e visioni, possa influire sulle menti dei ragazzi e quindi sul futuro della comunità. Questo è stata Anna Gozzi Buliani, volente o nolente, riguardo a chi scrive: una matrice importante della mia formazione e della mia identità culturale”.
Il pensiero finale va alla classe 5ª E dello Zanon del 1988 e agli anni vissuti tra i banchi di scuola. “Un grazie e un ‘Glück auf, Frau Buliani! Che Diu propit jal merti!’. Ricordo indelebile di quella quinta E zanoniana del 1988. Ora che non c’è più su questo versante dell’esistenza, spero pur sempre di non deluderla”.
