Il No Borders Music Festival respinge le contestazioni avanzate da Legambiente e dalle altre associazioni ambientaliste sull’organizzazione dei concerti ai Laghi di Fusine. A intervenire è il Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, organizzatore della manifestazione, che rivendica la regolarità delle procedure seguite e le misure adottate per ridurre l’impatto ambientale dell’evento.
La presa di posizione arriva dopo la richiesta di Italia Nostra, Legambiente FVG, LIPU FVG, Mountain Wilderness e WWF FVG di trasferire il Festival in altre località, ritenute maggiormente compatibili con la presenza di grandi eventi musicali.
“Il Festival dispone di tutte le autorizzazioni”
Il Consorzio sottolinea innanzitutto che il No Borders, arrivato alla sua 31ª edizione, opererebbe nel pieno rispetto della normativa vigente. “Il Festival dispone di tutte le autorizzazioni previste dalla legge e ha presentato un regolare progetto di Valutazione di Incidenza Ambientale, la VIncA, agli uffici regionali competenti”, precisa l’organizzazione.
La procedura avrebbe validità quinquennale e sarebbe stata integrata, anche per l’edizione in corso, attraverso un progetto aggiornato e autorizzato dagli uffici della Regione. Il Consorzio evidenzia inoltre che, pur trovandosi la località all’interno della rete Natura 2000, nell’area specificamente interessata dalla manifestazione non sarebbero presenti habitat direttamente oggetto di tutela.
La replica sul disturbo alla fauna e sulle emissioni sonore
Uno dei principali rilievi avanzati dalle associazioni riguarda il possibile disturbo provocato alla fauna selvatica dal pubblico, dagli impianti di amplificazione e dalle basse frequenze. Secondo gli organizzatori, però, il calendario sarebbe stato definito proprio per evitare interferenze con i periodi di riproduzione della fauna protetta e delle altre specie presenti nella zona.
Il Consorzio assicura inoltre che il controllo delle emissioni sonore viene effettuato costantemente durante la manifestazione. Pur in assenza di limiti massimi nazionali specifici per questa tipologia di evento, gli organizzatori sostengono di richiedere regolarmente le autorizzazioni previste e di mantenere valori sonori “significativamente inferiori” rispetto a quelli normalmente registrati nei fine settimana estivi ai Laghi di Fusine.
“Durante i concerti meno automobili ai laghi”
Il Festival rivendica anche il proprio modello di gestione degli accessi. Durante gli appuntamenti musicali, spiega il Consorzio, il piazzale del Lago Superiore rappresenterebbe uno dei rarissimi casi dell’anno in cui l’area non viene occupata dalle automobili.
Il pubblico raggiungerebbe infatti la zona prevalentemente a piedi o in bicicletta, riducendo il traffico e dimostrando concretamente come sia possibile visitare i Laghi di Fusine senza utilizzare l’auto privata.
Il numero degli spettatori, aggiungono gli organizzatori, sarebbe sostanzialmente in linea con quello registrato durante i normali fine settimana estivi. A cambiare sarebbe soprattutto la gestione delle presenze, con indicazioni continue sui comportamenti da adottare all’interno dell’area naturale.
Raccolta differenziata e certificazione di sostenibilità
Tra le misure adottate figura anche una raccolta differenziata dedicata, realizzata in collaborazione con l’Università di Udine nell’ambito del percorso di certificazione ambientale.
Il No Borders Music Festival ha infatti ottenuto la certificazione europea GSTC, Global Sustainable Tourism Council, che secondo il Consorzio attesterebbe l’impegno verso una gestione responsabile e sostenibile della manifestazione.
L’organizzazione ricorda inoltre le iniziative intraprese nel corso degli anni, tra cui la riduzione del traffico automobilistico, l’eliminazione della plastica monouso, la promozione della mobilità sostenibile e le attività di sensibilizzazione rivolte al pubblico.
La questione dei mozziconi e delle installazioni nel lago
Il Consorzio contesta anche alcune ricostruzioni riguardanti i rifiuti rinvenuti nell’area. In particolare viene citata una raccolta di mozziconi di sigaretta effettuata nell’ottobre del 2018, circa tre mesi dopo la conclusione del Festival. Per questo, secondo gli organizzatori, sarebbe improprio attribuire automaticamente quei rifiuti agli spettatori dei concerti.
Viene inoltre negata la presenza di strutture installate all’interno del lago, come invece riportato dalle associazioni ambientaliste. Gli organizzatori dichiarano di non avere riscontri nemmeno sulle contestazioni provenienti dalla Slovenia riguardo ai parcheggi. Il Festival, precisano, utilizzerebbe previo accordo le aree di sosta già esistenti e organizzate a Planica.
Le contestazioni durano da oltre quindici anni
Il Consorzio sostiene che il Festival sia al centro di critiche da oltre quindici anni, ma lamenta l’assenza di un confronto diretto. “In tutto questo tempo nessuna delle associazioni interessate ha chiesto un incontro per approfondire il progetto, comprenderne le modalità organizzative o avanzare proposte migliorative”, affermano gli organizzatori.
Il Consorzio auspica quindi che chi contesta la manifestazione possa partecipare direttamente alle attività e osservare da vicino il funzionamento dell’evento, che si sviluppa in sei giornate e complessivamente diciotto ore di programmazione musicale.
La segnalazione sugli incarichi negli uffici regionali
Nel comunicato viene sollevata anche una questione particolarmente delicata. Secondo quanto riferito dal Consorzio, alcuni rappresentanti delle associazioni ambientaliste, che ricoprirebbero anche incarichi presso uffici forestali regionali, si sarebbero rivolti nel corso dello scorso anno a gestori di rifugi e ristoranti della zona, invitandoli a inviare alla Regione delle Pec di opposizione al Festival.
Si tratta di una ricostruzione formulata dagli organizzatori e sulla quale il Consorzio dichiara di confidare nelle valutazioni delle autorità competenti, affinché vengano verificate eventuali incompatibilità con i ruoli istituzionali ricoperti.
“Un motore per l’economia del Tarvisiano”
Il No Borders viene definito dal Consorzio uno dei principali strumenti di promozione turistica del Tarvisiano e dei Laghi di Fusine. La manifestazione attirerebbe pubblico proveniente da oltre 25 Paesi, oltre che da numerose regioni italiane, contribuendo all’economia di un territorio fortemente legato al turismo.
L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, non sarebbe soltanto quello di proporre musica di alto livello, ma anche di dimostrare che un grande evento può convivere con un ambiente naturale delicato, attraverso un’organizzazione attenta e controllata.
Lo stupore per le dichiarazioni sul maltempo
Il Consorzio esprime infine stupore per alcune dichiarazioni pubbliche attribuite a esponenti delle associazioni, nelle quali sarebbe stato auspicato che il maltempo impedisse lo svolgimento dei concerti.
Affermazioni considerate poco rispettose sia nei confronti delle centinaia di persone coinvolte nell’organizzazione sia della sicurezza del pubblico. “Dopo trentuno edizioni – conclude il Consorzio – il No Borders Music Festival continuerà a lavorare con responsabilità e nel pieno rispetto delle regole, dell’ambiente e del territorio, convinto che cultura, musica e sostenibilità possano convivere e rappresentare un valore aggiunto per tutta la comunità”.
