Dopo quasi due anni riapre Tiere Motus: il museo del terremoto del Friuli

La riapertura del museo Tiere Motus.

Dopo quasi due anni di chiusura, riapre al pubblico Tiere Motus, l’esposizione permanente che ripercorre la storia del Friuli terremotato e soprattutto il racconto della ricostruzione virtuosa che questa Regione seppe attuare e che ancora oggi rimane un unicum, considerata un riferimento importante nel panorama dei terremoti recenti accaduti nel nostro Paese.

Nello scenario di uno dei borghi più belli d’Italia, si trova questa realtà culturale e scientifica (“Tiere Motus. Storia di un terremoto e della sua gente”) che è ospitata in uno degli edifici storici di Venzone, Palazzo Orgnani Martina, esso stesso frutto di una sapiente ricostruzione.

Dopo lo stop causato dall’emergenza pandemica, Tiere Motus ha riaperto i battenti ed è quindi possibile tornare a godere di questa struttura museale: dal 1° giugno fino al 31 agosto, il museo sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 (poi: venerdì dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18).

Le novità del museo.

Se pur chiuso al pubblico, a Tiere Motus si è lavorato molto in questi due anni, soprattutto al miglioramento dell’offerta per i visitatori, con interventi rivolti al potenziamento della qualità tecnologica. Tutte le postazioni di approfondimento sono state rinnovate, insieme alla Sala del Simulatore (che ospita la simulazione in grafica in 3D del crollo del Duomo di Venzone la notte del 6 maggio, realizzata grazie a un’équipe di esperti guidata dall’Università di Udine). Qui si sono sostituite tutte le apparecchiature presenti, si è rinnovato l’arredo. Il filmato invece è stato aggiornato con il racconto della distruzione del Duomo nel successivo terremoto del settembre 1976

I visitatori troveranno poi una novità al momento dell’acquisto del biglietto d’ingresso. Infatti ora, compreso nel prezzo, viene fornito un servizio di audioguide multilingue, che rende possibile visitare il museo in libertà, assistiti dalle spiegazioni della voce guida.

Altre novità saranno inaugurate tra poche settimane a Tiere Motus. Nella Sala Multimediale sarà possibile lasciare la propria testimonianza e i ricordi personali o anche un semplice commento sull’esperienza della visita. Le testimonianze raccolte contribuiranno ad implementare l’archivio della memoria, uno dei motivi principali per cui è stato creato il museo.

In occasione della riapertura poi sono attese nuove donazioni di materiale documentale come, ad esempio, quella fatta dall’ingegner Zaramella – tecnico che ha operato nel periodo della ricostruzione – che ha trovato nel proprio archivio l’Atlante della Casistica e delle Procedure, un documento della Segreteria Generale Straordinaria.  Questa importante documentazione classifica la natura dei beneficiari di contributi per la riparazione e ricostruzione delle abitazioni coinvolte negli eventi sismici del 1976, e fornisce informazioni sulle diverse linee di finanziamento utilizzate allora. Anche l’architetto Giorgio Dri ha donato a Tiere Motus la sua collezione riguardante tutti i numeri del Messaggero Veneto del 1976 e di parte del 1977 che insieme ad altre pubblicazioni quotidiane, aiutano a capire la cronaca di ciò che avvenne. Altra importante donazione recente è quella riguardante l’archivio privato dell’architetto Santamaria, scomparso da poco, che comprende documentazione grafica e fotografica relativa al terremoto e alla ricostruzione di Venzone.  Queste donazioni accrescono quella che già è un notevole carteggio presente nel laboratorio documentale di Tiere Motus.

Va sottolineato che Tiere Motus coltiva una serie di attività e collaborazioni che lo rendono un riferimento importante a livello regionale. Prima fra tutti l’intesa con il rinnovato Progetto della SERM Academy, assieme alla Regione FVG – Protezione Civile Regionale, al Dipartimento Nazionale dei Vigili del Fuoco, all’Università di Udine ed al Comune di Venzone, riguardante l’avvio della Scuola Internazionale di Formazione in materia di gestione della sicurezza territoriale e della risposta in emergenza, con un campo di addestramento a Portis vecchio di Venzone e in altre località.  Questa partecipazione ha molti risvolti prestigiosi, come quello di essere divenuti punto di riferimento dei massimi esperti in disastri ambientali dell’UNESCO, arrivati già nel 2018 a Venzone accolti dai Sindaci dei Comuni terremotati, e rimasti favorevolmente impressionati dall’esperienza del Friuli. Tra le convenzioni attive si conta anche quella con l’Osservatorio Geofisico Sperimentale (OGS) – Centro Ricerche Sismologico di Udine

Infine, sempre nell’ambito dell’attività scientifica di Tiere Motus, a ottobre 2021 è stato presentato il libro Parole di Pietra. Il Duomo di Venzone si racconta, che l’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli ha realizzato con un contributo regionale e che documenta in maniera inedita la ricostruzione di un monumento simbolo del Friuli terremotato. La presentazione si è svolta alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Bruno Tabacci, del Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dell’Arcivescovo di Udine monsignor Andrea Bruno Mazzocato e di tante altre autorità. L’iniziativa si è svolta nell’ambito delle commemorazioni ed eventi voluti dall’Associazione per la celebrazione del 45esimo anniversario del terremoto.

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