Amaro in festa per i sessant’anni di sacerdozio di don Gianpietro Bellini

L'assessore Zilli, prima a destra nella foto. Accanto a lei Cristiana Mainardis, sindaco di Amaro. Al centro l'arcivescovo di Udine, monsignor Riccardo Lamba. Don Gianpietro Bellini è il terzo da sinistra

Amaro celebra don “Pieri” e rinnova il senso di una comunità unita dal terremoto a oggi.

Ad Amaro, nella suggestiva chiesetta di San Valentino, si sono celebrati i sessant’anni di sacerdozio di don Gianpietro Bellini, figura storica per il paese, in un momento carico di significato che ha unito anche il ricordo dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli.

Alla Santa Messa, presieduta dall’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba, hanno preso parte l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e il sindaco di Amaro Cristiana Mainardis, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni a una comunità profondamente legata al suo parroco.

Una comunità riunita.

“I sessant’anni di sacerdozio di don Gianpietro Bellini, il significato profondo di San Valentino e della sua chiesa per gli amaresi e i cinquant’anni dal terremoto segnano un incrocio di emozioni che ci fanno sentire parte di una comunità solidale e unita da un grande patrimonio spirituale”, ha commentato l’assessore Zilli.

“Don Pieri – ha rilevato Zilli – è stato ed è una guida sicura per generazioni di fedeli con la forza del suo esempio e della sua dedizione, fin dai tempi del sisma, quando seppe incoraggiare la comunità, promuovere iniziative di solidarietà e coinvolgere associazioni e gruppi locali in una ricostruzione che non poteva essere solo materiale. È bello che tutta Amaro sia oggi intorno a lui in questo giorno speciale di festa nella chiesetta di San Valentino, il santo degli innamorati ma anche, secondo una tradizione molto sentita, scudo contro le epidemie e le malattie”.

“Essere qui – ha concluso l’assessore – è il nostro modo per dire grazie a don Pieri e ribadire a lui e alla comunità amarese tutto l’apprezzamento per una storia di vita vissuta insieme, nella prossimità e nella solidarietà, che è l’unico modo per tenere salde le radici e costruire speranza e futuro”.