Ex cava Murà di Cividale, il Comitato boccia il parco fotovoltaico

Comitato per la salvaguardia di Premariacco e Cividale contrario.

Il Comitato per la salvaguardia del territorio di Premariacco e Cividale del Friuli boccia le proposte del consigliere regionale Elia Miani per l’ex cava Murà di Cividale, al confine con Premariacco.

“Nel decreto di autorizzazione alla società Anua Eco di avviare una attività di escavazione di ghiaie – spiega Marino Visintini, referente del Comitato – era previsto il ripristino finale con recupero dell’area, a fine attività, con terra vegetale e piantumazioni di alberature a carico della società, cosa non avvenuta, essendo la zona in completo stato di abbandono. Riteniamo quindi assurda l’ipotesi di reperire risorse economiche dalla Regione, come si è impegnato a fare il consigliere regionale e comunale della Lega Nord Elia Miani. Impegnare risorse pubbliche per rimediare quanto non fatto da una società privata non è una forma corretta e potrebbe essere oggetto di verifica futura da parte della Corte dei conti Regionale”.

In merito alle recenti proposte di Miani, che prevedrebbero di sfruttare la cavità per la realizzazione di un bacino idrico nel quale, tramite un sistema di canalizzazioni poi essere convogliate le acque in eccesso del Natisone e del Rio Ruch, “stravolgerebbe il territorio con opere devastanti – denuncia ancora Visintini – che andrebbero a interessare le sponde del Natisone e il suo ambiente naturale. Inoltre si andrebbero a intaccare i prati stabili Magredi di Firmano inseriti nell’elenco Natura 2000, siti meritevoli di speciali attenzione e tutela presenti nella nostra regione”.

Anche la “seconda opzione”, proposta sempre dal consigliere regionale leghista, ovvero realizzare un impianto fotovoltaico comunale, come quello costruito in un’altra cava della zona, non piace al Comitato. “Come forma di recupero di un’area degradata – spiega Visintini – può essere interessante fare questo tipo di impianti, ma va lasciato al privato imprenditore investire risorse proprie come fatto nel caso della ditta Ifim”.

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