Un luogo dove fermarsi, abbassare il livello degli stimoli e ritrovare tranquillità in mezzo alla folla. Sarà questa la funzione del nuovo modulo mobile che debutterà sabato 11 luglio a Villa Manin di Passariano, in occasione del concerto dei Duran Duran.
Si tratta del primo test operativo del progetto Space dell’Università di Udine, nato per rendere i grandi eventi più accessibili, inclusivi e sicuri attraverso soluzioni pensate per gestire le numerose sollecitazioni ambientali che caratterizzano gli appuntamenti con migliaia di persone.
Il modulo, definito “della tranquillità”, sarà disponibile dall’apertura dei cancelli fino al termine del concerto e rappresenta una sperimentazione dedicata a chi può avere difficoltà a gestire il sovraccarico generato da rumori, luci, movimento e presenza di grandi quantità di pubblico.
Un container trasformato in un ambiente a bassa stimolazione
La struttura è stata realizzata all’interno di un container lungo sei metri, largo due metri e mezzo e alto tre metri. Una scelta funzionale alla possibilità di trasportare facilmente il modulo e utilizzarlo in contesti diversi, rendendolo riconoscibile e adattabile ai vari eventi. All’interno lo spazio è stato progettato con tessuti, arredi e materiali fonoassorbenti, elementi pensati per migliorare il comfort ambientale e attenuare gli stimoli visivi e acustici.
Il modulo non è però considerato un prodotto definitivo, ma un prototipo aperto che sarà perfezionato attraverso l’osservazione diretta durante gli eventi, il confronto con gli utilizzatori e un percorso di co-progettazione. Dopo il debutto a Villa Manin, è già prevista la programmazione del suo utilizzo anche in altri appuntamenti pubblici.
La ricerca dell’Università di Udine per eventi più inclusivi
Il progetto Space, acronimo di “Systemic process for accessibility in complex events”, punta a sviluppare strumenti, metodologie e buone pratiche per migliorare l’accessibilità degli eventi complessi. La ricerca adotta un approccio sistemico che considera insieme diversi aspetti: lo spazio fisico, l’organizzazione dell’evento, la comunicazione e i comportamenti delle persone.
Il progetto è coordinato da Alberto Cervesato e Nicla Indrigo ed è sviluppato dal Laboratorio Dalt sull’accessibilità ambientale, diretto da Christina Conti, del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Università di Udine.
La realizzazione avviene in collaborazione con Eps Italia, società benefit impegnata nella ricerca applicata sull’accessibilità degli eventi di massa, insieme al Centro regionale d’informazione su barriere architettoniche e accessibilità (Criba) e alla Consulta regionale delle persone con disabilità e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia.
Un modello che parte dalla musica per arrivare a tutti gli eventi
Il debutto al concerto dei Duran Duran rappresenta un primo banco di prova per una soluzione pensata non solo per la musica dal vivo, ma più in generale per tutti gli eventi caratterizzati da un’elevata concentrazione di pubblico.
L’obiettivo è costruire strumenti concreti capaci di rendere gli spazi di aggregazione più accoglienti per persone con esigenze diverse, migliorando la partecipazione e la sicurezza. La realizzazione del modulo è stata possibile anche grazie al sostegno di La Cividina, che ha contribuito allo sviluppo del progetto.
