Appalti illeciti di manodopera, scoperta rete di “caporalato grigio”: 14 indagati, 120 lavoratori irregolari

Smantellato dalla finanza di Trieste sistema fraudolento di appalti illeciti: scoperta rete di “caporalato grigio”, 14 indagati.

Maxi operazione della Guardia di finanza che ha smantellato un articolato sistema fraudolento nel settore della logistica, fondato su somministrazione illecita di manodopera e frodi fiscali. L’indagine, condotta dai militari del Gruppo di Portogruaro e del I Gruppo Trieste e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, ha portato alla luce un meccanismo basato su una rete di società fittizie intestate a prestanome, utilizzate come “serbatoi di manodopera” per aggirare le norme sul lavoro e i contratti collettivi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la fornitura illecita di lavoratori veniva mascherata attraverso finti appalti di servizi, configurando un sistema definito di “caporalato grigio”. Le società cartiere emettevano fatture per operazioni giuridicamente inesistenti nei confronti dell’azienda che impiegava di fatto i lavoratori, consentendo a quest’ultima di maturare indebiti crediti Iva. L’imposta a debito, però, non veniva dichiarata né versata, così come risultavano omessi i contributi previdenziali e assistenziali, con un ingente danno per l’Erario e gravi ripercussioni sulle posizioni contributive dei dipendenti.

Sono 14 gli indagati.

Complessivamente risultano indagate 14 persone, di cui cinque per associazione a delinquere, residenti in diverse province italiane, e dieci società coinvolte nella fornitura di manodopera. Il Giudice per le indagini preliminari di Trieste ha disposto, su richiesta della Procura, due misure cautelari, una in carcere e una agli arresti domiciliari, nei confronti dei due principali indagati, oltre al sequestro per equivalente di oltre 750 mila euro.

Nel corso delle indagini sono stati individuati 120 lavoratori irregolari e accertate fatture false per circa 5,4 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno inoltre eseguito perquisizioni in 20 sedi societarie e abitazioni private in varie province italiane. Risultano indagate dalla Procura della Repubblica di Trieste complessivamente 14 persone, (5 per associazione a delinquere), residenti nelle province di Trieste, Udine, Modena, Teramo, Venezia, Foggia, Pesaro Urbino, Ragusa, e 10 società “fornitrici della manodopera” aventi la sede legale in diverse Regioni d’Italia.