Un uomo di 61 anni è stato soccorso oggi, nella tarda mattinata, a Padriciano, sul Carso triestino, dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco. Decisivi la rapidità dell’intervento, l’utilizzo del defibrillatore e le manovre di rianimazione avviate prima dell’arrivo del personale sanitario del 118.
A intervenire per primi sono stati cinque soccorritori della stazione di Trieste del Soccorso Alpino, tra cui anche un medico. Il gruppo si trovava già nella sede della stazione per alcuni lavori di sistemazione quando è arrivata la segnalazione tramite la app DAE in dotazione. La persona colta da malore si trovava a circa cento metri dalla sede, una distanza che ha consentito ai soccorritori di raggiungere il luogo dell’emergenza in tempi molto rapidi.
Il massaggio cardiaco e l’uso del DAE
I soccorritori hanno preso con sé il DAE degli speleologi, custodito in sede, insieme allo zaino sanitario, e si sono portati immediatamente sul posto. Al loro arrivo, un vigile del fuoco fuori servizio aveva già iniziato le manovre di rianimazione.
A quel punto sono state applicate le piastre del defibrillatore e sono proseguite le manovre di soccorso, con massaggio cardiaco e ventilazioni tramite pallone autoespansibile.
Le operazioni sono proseguite fino all’arrivo del personale sanitario del 118. Proprio in quel momento il paziente ha ripreso a respirare. L’episodio conferma ancora una volta l’importanza della presenza sul territorio di defibrillatori accessibili, della tempestività degli interventi e della preparazione di chi, anche fuori servizio, è in grado di avviare subito le prime manovre salvavita.
