Cecchini del weekend, l’indagine sull’80enne sanvitese: fondamentale il racconto di una donna

CC BY-SA 2.0 fr, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=343642

E’ ex camionista di San Vito al Tagliamento, oggi ottantenne, l’indagato dalla Procura di Milano per omicidio volontario continuato e aggravato nell’inchiesta sui cosiddetti “cecchini del weekend”, i tiratori stranieri che durante l’assedio di Sarajevo avrebbero pagato per uccidere civili tra il 1992 e il 1995.

A riaprire una pagina rimasta a lungo sepolta è stata la testimonianza di una donna, raccolta e resa pubblica da una giornalista pordenonese Marianna Maiorino. Secondo racconti, riferiti alla testimone, l’uomo si sarebbe vantato di spedizioni oltre confine durante i fine settimana: viaggi in auto verso l’ex Jugoslavia che non avevano nulla a che fare con la caccia tradizionale. A Sarajevo, nel 1993, avrebbe partecipato a quella che definiva senza esitazione una “caccia” diversa, rivolta contro esseri umani intrappolati dall’assedio.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo aveva frequenti contatti nei Balcani per ragioni di lavoro. Proprio da lì arrivavano le merci destinate all’azienda per cui operava e, sempre stando alla testimonianza, tra gli imballaggi sarebbero comparse talvolta anche armi. Un dettaglio che alimenta il sospetto di un possibile coinvolgimento in traffici illeciti, mai chiariti del tutto, e che rafforza l’ipotesi di una rete di appoggi locali.

Un’indagine agli inizi

Il fascicolo è ancora nelle fasi preliminari. Al momento, l’avviso di garanzia riguarda un solo indagato, ma gli investigatori ritengono che il fenomeno dei “cecchini del weekend” abbia coinvolto cittadini di diversi Paesi europei. Anche per questo l’inchiesta guarda oltre i confini nazionali.

A oltre trent’anni dall’assedio di Sarajevo, la magistratura italiana prova così a fare luce su uno dei capitoli più oscuri e rimasti finora senza nome della guerra nei Balcani. Un’indagine che, se confermata, potrebbe trasformare racconti rimasti a lungo ai margini della memoria collettiva in responsabilità penali concrete.