Si dice tranquillo Giuseppe Vegnaduzzo, ottantenne ex camionista residente a San Vito al Tagliamento coinvolto nell’indagine sui cecchini di Sarajevo che lo vede accusato di omicidio volontario.
Alla vigilia dell’interrogatorio previsto a Milano, l’uomo avrebbe spiegato che, nella sua vita, aveva già affrontato molte vicende difficili e che considerava anche questa come una delle tante esperienze, grandi o piccole, che gli erano capitate.
In merito ai suoi viaggi in Bosnia, Vegnaduzzo ha sostenuto che si trattava esclusivamente di spostamenti legati al lavoro e precisato di non essere mai andato a caccia in Bosnia, anche a causa della distanza, spiegando che le battute di caccia a cui faceva riferimento in altri racconti riguardavano Paesi diversi dell’Europa orientale. L’uomo ha respinto con decisione le voci relative a presunti traffici di armi. A suo dire, i carichi trasportati consistevano in materiale metallico destinato a stabilimenti che lo avevano regolarmente ordinato.
L’indagine.
L’inchiesta, riaperta a distanza di decenni dalla guerra nei Balcani, riporterebbe alla luce episodi legati all’assedio di Sarajevo, quando i cecchini colpivano sistematicamente i civili, trasformando la vita quotidiana in una continua esposizione al pericolo. In questo contesto si inserirebbe anche la testimonianza di Roberto Ruzzier, oggi settantatreenne, che in un’intervista avrebbe raccontato di essere stato, all’epoca, parte di un gruppo di softair. Ruzzier avrebbe riferito che a lui e ad altri sarebbe stata avanzata una proposta sconvolgente, ossia quella di sparare ai bambini, e che il gruppo avrebbe deciso di denunciare l’accaduto in Questura.
Sempre secondo le ricostruzioni , emergerebbe l’esistenza di una sorta di circuito clandestino che permetteva di recarsi a Sarajevo pagando una quota. In cambio, sarebbe stato consegnato un fucile di precisione e alcuni proiettili, accompagnato dalla spiegazione che quell’arma consentiva di fare ciò che si voleva. Un racconto che descriverebbe un inquietante scenario di mercificazione della guerra e della violenza.




