Da Udine a Berlino: “Vi racconto la Germania durante il coronavirus”

Un friulano nel land tedesco durante il coronavirus.

Com’è la situazione legata all’emergenza coronavirus fuori dall’Italia? Pietro Basso, un friulano che da quasi un anno lavora a Berlino ha raccontato la propria esperienza durante la pandemia.

Pietro, dopo essersi laureato all’Università degli Studi di Udine, ha deciso di trasferirsi nella capitale tedesca a 24 anni per lavorare presso una banca digitale tedesca come programmatore.

Gli inizi della pandemia

“In Germania non saprei dire se siamo più fortunati o più incoscienti – spiega -, sono restato in costante contatto con l’Italia e mi informo ogni giorno riguardo la situazione e devo dire che sono rimasto molto meravigliato vedendo che, nelle prime settimane, in molti erano tranquilli credendo fosse un problema lontano“.

La situazione a Berlino

La Germania è uno stato federale pertanto per fare fronte all’emergenza coronavirus ha adottato regole che non sono valide per tutti. Per quanto riguarda la zona di giurisdizione non è stato imposto un coprifuoco e non sono stati stabiliti limiti sulle uscite di casa con l’unico vincolo di evitare gli assembramenti di più di due persone. Alla popolazione è stato intimato di mantenere la distanza di sicurezza e di indossare una mascherina nei luoghi pubblici e nei supermercati. “I parchi sono pieni di coppie – racconta Pietro -, ma se le persone fino a qualche settimana fa sembravano molto tranquille ora vedo che si cerca di mantenere la distanza di sicurezza e in molti fanno la fila davanti ai supermercati con mascherina e guanti”. Per quanto riguarda la corsa ai rifornimenti nei supermercati Pietro racconta ridendo che “la corsa alla carta igienica esiste anche qui”.

La situazione lavorativa

La banca digitale per cui lavora ha adottato il sistema del lavoro da casa da circa un mese fornendo ai dipendenti anche il proprio materiale per agevolare il lavoro domestico. “Devo dire che la mia azienda si è mossa con largo anticipo rispetto a molte altre per quanto riguarda la messa in sicurezza dei lavoratori per evitare il possibile contagio. Per il momento è stata predisposta una sorta di cassa integrazione tedesca per alcuni dipendenti che durerà svariati mesi, sperando di tornare alla normalità il prima possibile”.