Inchiesta sulla Triestina Calcio, la Guardia di finanza in Comune

Verifiche sui debiti della società verso il Comune e sugli interlocutori del club.

Nuovo sviluppo nell’inchiesta che coinvolge la Unione Sportiva Triestina Calcio 1918. Nella giornata odierna la Guardia di Finanza di Trieste ha effettuato un accesso agli atti presso il Comune del capoluogo giuliano, nell’ambito delle verifiche già in corso sulla società alabardata.

L’attività, svolta con la piena collaborazione degli uffici e dei dirigenti comunali, è stata finalizzata ad acquisire documentazione utile a ricostruire i rapporti economici tra il club e l’ente locale. In particolare, le Fiamme Gialle stanno approfondendo la portata dell’esposizione debitoria della società nei confronti del Comune, con riferimento ai canoni di affitto dello stadio e ai costi di gestione e manutenzione del manto erboso.

Un secondo filone di verifica ha riguardato l’individuazione degli effettivi interlocutori societari che negli ultimi anni hanno intrattenuto rapporti con l’amministrazione comunale. L’obiettivo degli investigatori è chiarire chi, concretamente, rappresentasse la società nei confronti dell’ente pubblico e quale fosse la reale articolazione della governance del club.

L’accesso agli atti si inserisce nel quadro dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, che a inizio ferbbraio ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone per ipotesi di reati societari, tributari e riciclaggio. Le verifiche attuali mirano a ricostruire con precisione i flussi finanziari, i rapporti contrattuali e gli assetti decisionali della società sportiva nel periodo compreso tra il 2022 e il 2025.

Il contesto dell’inchiesta

Gli inquirenti ipotizzano possibili condotte di riciclaggio, oltre a false comunicazioni sociali legate alla rappresentazione nei bilanci di apporti in conto capitale ritenuti non corrispondenti alla reale natura delle operazioni.

Tra i profili oggetto di approfondimento vi sarebbe anche l’ipotizzato utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, vale a dire documenti fiscali riferiti – secondo l’ipotesi investigativa – a operazioni mai avvenute o non coerenti con la reale attività economica dichiarata.

Il quadro si intreccia inoltre con un filone investigativo nazionale relativo a finanziamenti concessi a diverse società operanti in vari settori economici e successivamente transitati anche verso realtà calcistiche. Le autorità giudiziarie stanno verificando se e in quale misura tali flussi possano aver interessato anche il club triestino.