Insulti razzisti a Maignan, caso archiviato: “Nessuna istigazione”

Archiviata la posizione per i 5 tifosi friulani identificati per il caso degli insulti al portiere Mike Maignan.

Si chiude con l’archiviazione il caso degli insulti razzisti rivolti al portiere del Milan, Mike Maignan, durante la sfida contro l’Udinese Calcio del 20 gennaio 2024 al Bluenergy Stadium di Udine.

La Procura di Udine e il giudice per le indagini preliminari hanno stabilito che le offese, pur censurabili, non hanno integrato il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa previsto dall’articolo 604 bis del codice penale.

La decisione del gip

Il gip del Tribunale di Udine, ha condiviso la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero nei confronti dei cinque tifosi friulani, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, presenti in Curva Nord durante la partita.

Secondo quanto ricostruito, gli insulti ci sono stati, ma sarebbero rimasti episodi isolati, senza riuscire a coinvolgere il resto del settore. In altre parole, non avrebbero avuto né lo scopo né l’effetto di diffondere consenso o istigare altri tifosi alla violenza per motivi razziali.

Un elemento centrale nella valutazione della Procura è stato proprio il mancato “effetto trascinamento”: le frasi offensive non sarebbero state percepite dal personale della Digos, dai rappresentanti della Procura federale né dagli steward a bordo campo. Nella relazione ufficiale dei delegati federali si faceva riferimento soltanto a “buuuu” di disapprovazione provenienti dal settore occupato dagli indagati.

Il precedente: la partita sospesa

L’episodio aveva avuto forte eco nazionale. In campo, Maignan si era fermato, rivolgendosi verso la Curva Nord per protestare con l’arbitro. Il match era stato sospeso per diversi minuti, riaccendendo il dibattito sul razzismo negli stadi e portando Udine al centro delle polemiche mediatiche.

Le forze dell’ordine avevano identificato in pochi giorni il gruppetto di cinque persone. Tra loro anche un tifoso friulano di colore, circostanza che – secondo la ricostruzione difensiva – evidenzierebbe come l’episodio fosse legato più alla rivalità sportiva che a una volontà di propaganda razziale organizzata.

Daspo e sanzioni sportive

Al di là dell’esito penale, nei confronti dei cinque era scattata la denuncia per violazione dell’articolo 604 bis e il questore di Udine aveva disposto un Daspo di cinque anni. L’Udinese Calcio aveva inoltre annunciato l’esclusione a vita dallo stadio Friuli per i tifosi identificati.

Il giudice, pur non ravvisando gli estremi della “propaganda razziale”, ha sottolineato come le offese possano essere ricondotte a un’ipotesi di ingiuria aggravata dall’odio razziale, fattispecie però già depenalizzata.