Commozione alla messa per ricordare il piccolo Stefano: di Gorizia: “Ci ama da lassù”

La messa per Stefano Borghes a Gorizia.

Grande commozione durante la messa celebrata dal vescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli nella grotta di Lourdes di via Alviano, per ricordare il piccolo Stefano Borghes, morto a 12 anni nel pozzo del nel Parco della villa di Palazzo Coronini Cronberg ad un anno dalla tragedia. Dopo la lettura dell’episodio del Vangelo che vede Maria di Magdala in cerca di Gesù, il vescovo nell’omelia ha sottolineato come “anche noi, come Maria di Magdala, vorremmo cercare il nostro amico Stefano”. “Ma dov’è Stefano? – ha proseguito il vescovo -. È in Paradiso. E non è solo, è in compagnia di Gesù. Noi Stefano non lo vediamo ma lui c’è: è vivo con Gesù. E noi siamo contenti, perché sappiamo che è in buone mani. Cosa sta facendo Stefano? La cosa più bella: sta amando, sta volendo bene. Sta amando anche noi, proprio in questo momento. Come fanno anche tutti quelli a noi cari che non ci sono più.Anche noi, impariamo da questo: vogliamo bene, vogliamoci bene, amiamo”.

Il vescovo ha incontrato i ragazzi e gli animatori di “Estate Tutti Insieme”, l’oratorio estivo promosso dal coordinamento delle parrocchie della città di Gorizia. Per i bambini delle elementari, le attività sono proposte negli oratori di Straccis, di Sant’Anna e al Pastor Angelicus, mentre i ragazzi delle medie si ritrovano negli spazi tra la comunità sacerdotale e il convento delle suore di Nostra Signora. Un po’ a turno, sono stati coinvolti quasi 300 tra bambini e ragazzi e circa 120 animatori delle superiori.

Ogni settimana sono stati proposti dei momenti speciali di incontro e di formazione per gli animatori, per gli educatori che hanno la responsabilità dei gruppi, per i ragazzi di terza media. Il contesto dell’oratorio è stato quello più adatto per i coetanei per ricordare il piccolo Stefano Borghes, a un anno dalla morte avvenuta proprio durante l’attività estiva nel Parco di villa Coronini.

Il piccolo Stefano morì a 12 anni dopo essere caduto dentro il pozzo nel parco nel Parco della villa di Palazzo Coronini Cronberg. Il bambino stava partecipando ad una caccia al tesoro con altri ragazzini del centro estivo che frequentava, quando è caduto dentro il pozzo facendo un volo di circa 30 metri. I soccorsi erano stati inutili. Quando il piccolo è stato recuperato dai vigili del fuoco non c’era già più nulla da fare. Inizialmente, le indagini si erano concentrate sui due animatori del Centro estivo di Gorizia che non hanno poi avuto responsabilità per quanto accaduto.

La Procura di Gorizia, oltre ai due animatori del centro estivo, aveva iscritto nel registro degli indagati altre 12 persone tra cui l’intero curatorio della Fondazione Coronini Cronberg contando anche gli ex componenti rappresentanti Regione e Soprintendenza ai beni culturali e architettonici del Fvg. Le indagini preliminari si erano concluse con l’ingresso nella lista degli indagati di due tecnici, e con l’assoluzione dei due ex del Curatorio della Fondazione Coronini Cronberg, l’ex assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti e l’ex soprintendente ai Beni archeologici e alle Belle arti Corrado Azzolini.

Gli indagati rimasero 12 tra i quali il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il direttore della fondazione Enrico Graziano e gli altri componenti del Curatorio. Secondo quanto emerso dagli avvisi di conclusione delle indagini preliminari sarebbe stato omesso di mettere in sicurezza il pozzo situato tra Villa Kugy e le ex scuderie.

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