Da Scrutto a Vienna fino alla Lituania, passando per l’impegno sociale e politico nel Friuli austriaco. A San Leonardo, nelle Valli del Natisone, una conferenza ha riportato al centro dell’attenzione la figura di monsignor Luigi Faidutti, ecclesiastico, economista e diplomatico friulano che ebbe un ruolo di primo piano sia nello sviluppo del movimento cooperativo goriziano sia nella storia della Chiesa lituana.
All’incontro, dal titolo “Un friulano tra Gorizia, Vienna e Vilnius”, promosso dal Comune di San Leonardo insieme all’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placereani”, è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha sottolineato l’attualità dell’eredità lasciata da Faidutti.
“L’opera di monsignor Faidutti rappresenta un’esperienza di estrema attualità, che va letta, studiata e declinata nel presente”, ha affermato Riccardi, ricordando il suo impegno sui temi della sussidiarietà, dell’autonomia e della cooperazione. Secondo l’assessore, l’esperienza del sacerdote friulano rappresenta ancora oggi un esempio di come l’economia possa essere messa al servizio della comunità e della riduzione delle disuguaglianze sociali.
Dalle Valli del Natisone al cuore della storia lituana
Nato a Scrutto nel 1861, Faidutti fu sacerdote, docente, politico e diplomatico. Morì nel 1931 e oggi è sepolto nella cattedrale di Kaunas, tra le personalità che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Lituania. Alla conferenza ha partecipato anche l’ambasciatrice della Repubblica di Lituania presso la Santa Sede Sigita Maslauskeité-Mazylienè, che ha ricostruito il ruolo svolto dal prelato friulano nel Paese baltico. Faidutti arrivò a Kaunas nel 1924 nell’ambito della Delegazione apostolica, distinguendosi rapidamente per le sue capacità diplomatiche, la cultura e la sensibilità pastorale.
La sua attività contribuì alla riorganizzazione ecclesiastica della Lituania e alla nascita della provincia ecclesiastica autonoma, in una fase storica particolarmente delicata. Uno dei momenti più importanti della sua esperienza diplomatica fu la stipula del concordato con la Lituania, di cui nel 2027 ricorrerà il centenario. “È significativo che monsignor Faidutti riposi proprio in Lituania”, ha osservato Riccardi. “Questo dà la misura della figura di un uomo poliglotta che, nella difesa delle radici della propria terra, ha saputo aprirsi al mondo e rendersi protagonista indimenticato della storia di quella comunità così provata dalla Storia”.
L’impegno per i contadini e la nascita delle casse rurali
Una parte importante della conferenza è stata dedicata all’attività di Faidutti nel territorio goriziano. Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, ne ha ricostruito la formazione nel seminario centrale di Gorizia negli anni Ottanta dell’Ottocento, in un ambiente caratterizzato dalla convivenza di diverse identità linguistiche e culturali.
Grazie ai risultati ottenuti negli studi, Faidutti ricevette una borsa di studio che gli consentì di trasferirsi a Vienna, dove conseguì il dottorato in teologia. La svolta nel suo percorso arrivò però negli anni successivi, sull’onda dell’enciclica Rerum Novarum, che invitava il mondo cattolico a intervenire concretamente sulle condizioni sociali delle fasce più deboli.
Faidutti interpretò così il proprio ministero sacerdotale anche come un impegno per il riscatto economico delle popolazioni rurali. Nel 1896 fondò la prima cassa rurale del Friuli austriaco, con l’obiettivo di consentire ai contadini di accedere al credito, migliorare la propria condizione economica e, in alcuni casi, diventare proprietari della terra che lavoravano. Nel 1899 arrivò poi la Federazione delle casse rurali e dei sodalizi agrari, una rete di istituti cooperativi che rappresentò un’esperienza fortemente innovativa per l’epoca e che contribuì alla diffusione di nuovi strumenti finanziari e formativi nelle campagne.
Dal Parlamento di Vienna all’esilio
L’attività sociale portò Faidutti anche alla politica. Entrò nei consigli comunali e nella dieta provinciale, fino ad arrivare al Parlamento di Vienna, dove collaborò con esponenti popolari dell’area trentina, tra cui Alcide De Gasperi, sostenendo iniziative dedicate allo sviluppo economico, all’istruzione e alla tutela della salute pubblica.
Nel 1913 venne nominato Capitano Provinciale e contribuì all’approvazione della legge sui “patti colonici”, pensata per rafforzare le tutele dei lavoratori agricoli. Durante la Prima guerra mondiale si occupò inoltre delle conseguenze del conflitto sulla popolazione goriziana, sostenendo i profughi costretti a lasciare il territorio.
Con la fine dell’Impero austro-ungarico e il passaggio di Gorizia all’Italia, la sua posizione favorevole a una forma di autonomia regionale all’interno del sistema asburgico lo mise però in contrasto con le nuove autorità italiane. Gli fu impedito di rientrare stabilmente a Gorizia e proprio questa situazione aprì la strada alla successiva esperienza diplomatica in Lituania.
A sintetizzare la figura di Faidutti è stato infine lo storico Gianfranco Ellero, che lo ha definito un “friulano aquileiese, costruttore di ponti, poliglotta”, capace di unire l’attività sacerdotale alla costruzione di strumenti economici e sociali concreti. La giornata si era aperta con una benedizione e una preghiera davanti alla lapide commemorativa nella chiesa parrocchiale di San Leonardo, per poi proseguire nel centro civico. Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placereani” Geremia Gomboso, il sindaco di San Leonardo Antonio Comugnaro e la console onoraria d’Austria a Trieste Sabrina Stolego.

