La Dolomiti Mountain School taglia il traguardo della decima edizione e lo celebra con un doppio appuntamento a Forni di Sopra, dedicato al bilancio del percorso compiuto e alle nuove sfide che attendono la montagna. Venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026, alla Casa dei Fornés, studiosi, amministratori ed esperti si confronteranno sul tema “Il bilancio di dieci anni e le nuove sfide della montagna”.
Nata nel 2017 con l’obiettivo di formare e aggiornare quanti operano nel paesaggio e con il paesaggio, la scuola è finanziata dalla Regione Friuli Venezia Giulia e organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, la Comunità di montagna della Carnia, l’ASCA, la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio e il Parco Naturale Dolomiti Friulane. Nel corso degli anni è diventata un luogo di confronto sui destini delle aree montane, anche a partire dal riconoscimento delle Dolomiti come Patrimonio Mondiale UNESCO.
Dieci anni di formazione sui grandi temi della montagna
Nata inizialmente come Summer School Dolomiti UNESCO a Forni di Sopra, la Dolomiti Mountain School si è progressivamente trasformata in un percorso formativo itinerante, articolato in più tappe nelle località montane del Friuli Venezia Giulia. Al centro delle lezioni non c’è stato soltanto il paesaggio, ma anche questioni sempre più decisive come i cambiamenti climatici, la crisi demografica, le trasformazioni sociali e il futuro delle comunità locali.
La scuola ha coinvolto nel tempo esperti di livello nazionale, chiamati ad approfondire i diversi fenomeni e a individuare possibili risposte rivolte ad amministratori, operatori economici e studenti. La varietà dei temi trattati ha inoltre richiamato centinaia di professionisti, tra architetti, geologi, agronomi e forestali, contribuendo a fare dell’iniziativa un punto di riferimento per il dibattito sulla montagna.
Il futuro delle aree interne al centro della prima giornata
La giornata di venerdì 11 settembre si aprirà con i saluti del sindaco di Forni di Sopra Iginio Coradazzi e del funzionario del Servizio Biodiversità della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche Pierpaolo Zanchetta. Sarà poi il giornalista Gianpaolo Carbonetto a introdurre i lavori.
A confrontarsi su quanto è stato fatto in passato e sulle prospettive delle aree interne saranno lo storico Andrea Zannini, il demografo Alessio Fornasin, l’economista Paolo Ermano e il direttore del GAL Montagna Leader Pier Giorgio Sturlese. Nel pomeriggio sono previsti gli interventi dell’antropologo ed ex presidente nazionale del Cai Annibale Salsa, di Patrizia Gridel della Comunità di montagna della Carnia, della sindaca di Resia e presidente del Parco Naturale Prealpi Giulie Anna Micelli, del demografo e sindaco di Sambuca Pistoiese Marco Breschi e di Sabrina Lucatelli, direttrice di Riabilitare l’Italia e vicepresidente Ocse sulle politiche rurali.
Sabato il bilancio dei primi dieci anni
La mattinata di sabato 12 settembre sarà dedicata invece al bilancio dei dieci anni di attività della scuola. Ad aprire la giornata sarà la direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO Mara Nemela, seguita dagli interventi di Mariagrazia Santoro, architetto ed ex presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, di Francesco Marangon, docente di Economia dello sviluppo sostenibile all’Università di Udine, di Ugo Morelli, docente di Scienze cognitive all’Università di Napoli, e del giornalista e scrittore Marco Albino Ferrari. Al termine è prevista una tavola rotonda.
Alla mattinata parteciperà anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, attuale componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti UNESCO e già presidente della stessa.
Il programma proseguirà nel pomeriggio, alle 16.30, alla Casa del Paesaggio di Socchieve, dove sarà inaugurata la mostra fotografica “Sconfinare, germogliare. Viaggio tra memoria e presente nelle giovani famiglie di Carnia” di Ulderica Da Pozzo, presentata dall’antropologo Gian Paolo Gri.

