È stato ritenuto pienamente capace di intendere e di volere al momento del delitto. La Corte d’assise d’appello di Venezia, nelle motivazioni dell’appello bisi, ha confermato la l’imputabilità e la condanna all’ergastolo di Vincenzo Paglialonga per l’omicidio di Lauretta Toffoli, avvenuto a Udine nel maggio 2022.
Il peso delle perizie nella decisione.
Al centro della valutazione dei giudici vi è stato il confronto tra le consulenze tecniche sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato. La Corte ha ritenuto ha escluso la presenza di condizioni patologiche tali da incidere sulla responsabilità penale al momento dei fatti.
Per i giudici veneziani, non vi sarebbero elementi tali da sostenere una riduzione della responsabilità penale. Paglialonga viene quindi considerato pienamente imputabile per il delitto, aggravato anche dalla rapina ai danni della vittima. La sentenza conferma così la linea già tracciata nei precedenti gradi di giudizio, consolidando il quadro accusatorio e la ricostruzione dei fatti.
La difesa ha già annunciato un nuovo ricorso in Cassazione. I legali intendono riproporre la richiesta di una superperizia che possa chiarire in modo definitivo le divergenze tra i consulenti e sostenere la tesi di una ridotta capacità o della non imputabilità.
Il delitto in via della Valle.
Il caso risale alla notte tra il 6 e il 7 maggio 2022, quando Lauretta Toffoli, 74 anni, venne uccisa nel suo appartamento di via della Valle, a Udine. La donna fu colpita con numerose coltellate e il corpo venne ritrovato la mattina successiva dal figlio.
Le indagini si concentrarono fin da subito sul vicino di casa, Vincenzo Paglialonga, all’epoca sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo si sarebbe allontanato dall’abitazione togliendosi il dispositivo, raggiungendo l’appartamento della vittima per chiedere del denaro. Al rifiuto della donna, la situazione sarebbe degenerata fino a culminare nell’omicidio.
