Rapina in casa a Lignano, cinque arrestati dopo il blitz nel Bresciano

Aggredito, picchiato e rapinato durante la notte all’interno del proprio appartamento nel centro di Lignano Sabbiadoro. La vittima è un imprenditore del settore turistico, sorpreso da almeno tre persone con il volto coperto. Poche ore più tardi, a Orzinuovi, nel Bresciano, i carabinieri hanno fatto irruzione in un’abitazione ritenuta la base di una banda, fermando cinque uomini dopo un movimentato tentativo di fuga.

Secondo fonti investigative, i due episodi sarebbero collegati e il gruppo bloccato in Lombardia potrebbe essere quello responsabile della rapina avvenuta nella località balneare.

L’aggressione nell’appartamento

La rapina è avvenuta nel cuore della notte di mercoledì 15 luglio, in un appartamento della centralissima via Latisana.

Secondo una prima ricostruzione, almeno tre malviventi con il volto coperto sarebbero riusciti a entrare nell’alloggio e a raggiungere l’imprenditore. La vittima è stata malmenata e colpita al volto, mentre il gruppo si impossessava del bottino. Una volta raccolti denaro e oggetti di valore, i rapinatori si sono allontanati rapidamente. Restano ancora da chiarire le modalità con cui sono riusciti ad accedere all’appartamento, la durata dell’azione e il valore complessivo di quanto sottratto.

L’intervento della Polizia

I primi a prestare assistenza all’imprenditore sono stati alcuni addetti alla vigilanza privata impegnati nei servizi notturni di controllo a Lignano Sabbiadoro. Poco dopo l’allarme sono intervenute due Volanti del Commissariato di Polizia. Gli agenti hanno raccolto la testimonianza della vittima ed eseguito un accurato sopralluogo sia all’interno dell’abitazione sia nelle aree esterne, alla ricerca di eventuali tracce lasciate dai rapinatori. Gli investigatori hanno inoltre acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.

Il blitz dei carabinieri a Orzinuovi

La rapina avvenuta a Lignano sarebbe collegata all’operazione portata a termine poche ore più tardi dai carabinieri a Orzinuovi, in provincia di Brescia. Il blitz è scattato all’alba all’interno di un’abitazione considerata la possibile base logistica della banda. L’operazione, coordinata dalla Procura di Bergamo, ha portato al fermo di cinque cittadini albanesi.

Un sesto componente del gruppo è invece riuscito a fuggire. L’uomo si sarebbe lanciato da un balcone, proseguendo la corsa sui tettucci delle automobili parcheggiate e scavalcando le recinzioni delle abitazioni vicine. Le sue ricerche sono ancora in corso.

Il tentativo di fuga con il Suv

Durante l’intervento, uno dei sospettati avrebbe cercato di allontanarsi alla guida di un potente Suv. Il veicolo ha sfondato dall’interno la porta basculante del garage e ha speronato ripetutamente l’automobile di servizio posizionata dai carabinieri per impedire la fuga.

Per fermare il mezzo e scongiurare conseguenze per i militari e le persone presenti, i carabinieri hanno esploso una decina di colpi contro gli pneumatici, riuscendo infine a bloccare il Suv. Nel corso dell’operazione, un militare del Nucleo investigativo di Bergamo è rimasto ferito a un ginocchio da una scheggia. Trasportato in ospedale, è stato successivamente dimesso con una prognosi di 17 giorni.

Sequestrati contanti, gioielli e orologi

Durante le perquisizioni nell’abitazione, i carabinieri hanno sequestrato ingenti somme di denaro, gioielli, orologi e accessori di lusso, ritenuti compatibili con il bottino delle rapine contestate alla banda. I rilievi tecnici sono stati affidati agli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Brescia.

I cinque fermati sono stati successivamente accompagnati a Bergamo, dove sono state eseguite ulteriori perquisizioni in una struttura ricettiva di viale Corridoni, nella quale alcuni di loro risultavano domiciliati.

Le indagini sulle rapine in villa

L’operazione è nata dalle indagini sulla violenta rapina avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 luglio ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo. In quell’occasione, un gruppo composto da almeno cinque persone aveva fatto irruzione in un’abitazione, sequestrando i proprietari e tenendoli sotto la minaccia delle armi per circa quaranta minuti.

Le vittime erano state picchiate e minacciate di morte, mentre i rapinatori si impossessavano di denaro contante, gioielli, orologi di pregio e dispositivi elettronici. Gli accertamenti successivi avrebbero permesso di attribuire allo stesso gruppo anche altri furti e rapine messi a segno nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Udine. Gli investigatori stanno ora verificando definitivamente il collegamento con l’assalto avvenuto a Lignano Sabbiadoro, ricostruendo gli spostamenti della banda e la provenienza dei beni sequestrati.