Scontri a Udine dopo Italia-Israele, la decisione del Tar: annullati due fogli di via

Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha annullato i due fogli di via emessi in seguito ai disordini avvenuti in occasione della partita Italia-Israele.

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha annullato il divieto di ritorno a Udine per un anno disposto dalla Questura nei confronti di due giovani fermati dopo il corteo pro Pal e i disordini avvenuti in occasione della partita Italia-Israele dell’ottobre 2025.

Secondo i giudici amministrativi, il foglio di via sarebbe stato emesso con “immotivata velocità” e con una motivazione ritenuta insufficiente sotto il profilo istruttorio.

Un corteo pacifico che finì con gli scontri.

La misura amministrativa si inseriva nel contesto dei violenti tafferugli scoppiati al termine della manifestazione pro-Palestina di Udine del 14–15 ottobre 2025. Dopo un corteo che aveva attraversato il centro cittadino, la polizia era intervenuta per contenere una frangia che aveva tentato di superare i cordoni di sicurezza. Durante gli scontri erano rimasti feriti alcuni giornalisti e agenti di polizia, e numerosi manifestanti erano stati fermati. In totale, 15 persone erano state portate negli uffici della Questura di Udine a seguito degli incidenti verificatisi nelle vie del centro durante la serata.

La sentenza: motivazione carente e nessuna urgenza

Nella sentenza appena pubblicata, il tribunale evidenzia come non risulti provata l’appartenenza dei due ragazzi a categorie di soggetti ritenuti pericolosi. Un giudizio che, sottolineano i magistrati, non può essere formulato in modo generico né sganciato dall’esame della condotta complessiva di vita delle persone coinvolte.

Per il Tar, inoltre, è mancata la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo. Non sarebbe stata dimostrata neppure una situazione di assoluta urgenza tale da giustificare un provvedimento immediato per prevenire condotte pericolose o evitarne la reiterazione.

I giudici rilevano anche che non sono state acquisite eventuali giustificazioni o chiarimenti che avrebbero potuto incidere sulla valutazione finale e, potenzialmente, “scagionare” i ricorrenti. Anche la posizione della seconda persona coinvolta è ora al vaglio del Tar: il provvedimento emesso nei suoi confronti risulta identico a quello già annullato.