Più disuguaglianze e meno opportunità in montagna

“Le opportunità e le disuguaglianze” è questo il titolo dell’incontro di anteprima che si terrà il 15 marzo a Casa Gortani (Tolmezzo) e che ha ufficialmente dato il via a Innovalp 2019.

A Vito Peragine, professore di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il compito di introdurre il festival delle idee per la montagna in programma dal 27 al 30 marzo prossimi che, per la sua terza edizione, affronterà il tema della “Voglia di volare, la montagna come luogo in cui trasformare le disuguaglianze in opportunità di crescita”, in collaborazione con il Forum Disuguaglianze Diversità.

Meritocrazia e ricchezza

Un tema, quello della disuguaglianza, a cui Peragine, intervistato dal direttore del Messaggero Veneto Omar Monestier, ha dato ampia interpretazione partendo da un’amara constatazione: nell’ultimo trentennio negli Stati Uniti così come in Italia si è registrato un incremento della quota di reddito a vantaggio dei più ricchi, un ceto che costituisce circa il 10% della popolazione, e nel nostro Paese, l’effetto repressivo della crisi ha colpito maggiormente i più poveri, generando un aumento delle disuguaglianze.

Prosegue il professore: “Anche quando si parla di meritocrazia, bisogna fare attenzione: se si considerano solo i risultati scolastici la valutazione potrà essere insoddisfacente, se non addirittura pericolosa perché non tiene conto dei fattori esterni che influenzano la performance: l’origine familiare, il livello di cultura e il reddito dei genitori, la provenienza geografica e altri fattori come la razza, l’etnia o il genere giocano che un ruolo decisivo.”

Esiste, allora, un livello di disuguaglianza accettabile?

“Le disuguaglianze sono più tollerate in alcune circostanze – spiega Peragine – come ad esempio in periodi di crescita, quando il benessere aumenta per tutti. Quando vi è la percezione della mobilità infra-generazionale e anche inter-generazionale, quando il successo è generato dal talento individuale e non da fattori ereditari o di condizionamento sociale.

Continua Peragine: “In montagna, possiamo parlare di disuguaglianza di opportunità. Qui, a incidere sono fattori come la mobilità sociale, la discriminazione, l’istruzione, il ruolo della ricchezza ereditata.”

“A differenza della disuguaglianza nel patrimonio che è visibile, l’analisi della disuguaglianza di opportunità è più complessa. Occorre un modello che combini le circostanze esogene (fattori genetici, socio-familiari ma anche istituzionali) con l’impegno individuale.

La scuola

Conclude Peragine “La scuola è uno dei terreni su cui un’analisi è possibile, partendo da alcuni fattori: l’uguaglianza di accesso, la spesa pubblica (non ancora garantita in Italia), i risultati, le opportunità nell’accesso all’istruzione, i livelli di istruzione. I dati Invalsi ci dicono che non vi è uguaglianza di opportunità rispetto alle conoscenze acquisite. Anche la spesa per l’istruzione è molto diversa tra le varie regioni italiane. Le risorse monetarie disponibili incidono sulle possibilità. Ma a condizionare è anche l’origine sociale e le preferenze personali, comunque legate all’origine sociale e all’area di residenza.

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