Trent’anni di natura, trekking e biodiversità: il Friuli Venezia Giulia celebra il trentennale dei suoi Parchi e Riserve Naturali con un imponente calendario di eventi per tutto il 2026. Dalle vette delle Prealpi Giulie alle lagune di Marano, la Legge Regionale 42/1996 compie 30 anni e, come sottolineato da Fabrizio Fattor, Direttore del Servizio Biodiversità, questa ricorrenza trasformerà le aree protette in nuclei di innovazione e festa per l’intero territorio.
Nell’occasione, infatti, l’Amministrazione regionale insieme ai gestori di 2 parchi e 13 riserve ha presentato a Udine un programma imponente di escursioni, convegni e incontri pubblici che animeranno l’intero territorio per tutto il 2026.
Il doppio traguardo delle Prealpi Giulie e il fascino delle Dolomiti
Il Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie vive un momento di grazia celebrando un doppio traguardo. La presidente Anna Micelli ha confermato che nel 2026 ricorrono non solo i trent’anni dall’istituzione del Parco, ma anche il ventesimo anniversario della Riserva naturale della Val Alba.
Per onorare queste ricorrenze, il Parco ha ideato una campagna di comunicazione digitale con trenta post in trenta giorni e un ciclo di sei serate pubbliche distribuite in ciascun Comune del territorio. Gli amanti del trekking potranno godere di trenta escursioni gratuite tra aprile e ottobre, affiancate da quattordici eventi naturalistici e divulgativi lungo tutto l’anno.
Spostandosi verso occidente, il Parco Naturale Dolomiti Friulane punterà sulla memoria storica e sulla valorizzazione geologica. Il direttore Graziano Danelin ha annunciato per il 30 maggio l’appuntamento suggestivo intitolato “La magia del sasso che diventa calce” in Val Settimana, con la partecipazione degli studenti che trent’anni fa riaccesero la vecchia fornace della valle.
Il 13 giugno l’attenzione si sposterà in Val Montanaia per l’inaugurazione del sentiero geologico dedicato al celebre Campanile, icona mondiale dell’alpinismo e geosito tra i più importanti dell’area, prima di chiudere il ciclo a novembre con una grande conferenza tecnica sulla biodiversità specifica del Parco.
La biodiversità in festa dal Lago di Cornino alla Val Rosandra
Le Riserve Naturali offrono un ventaglio di appuntamenti altrettanto ricco e mirato alla conoscenza delle specie protette. Jasmine Pecar, in rappresentanza del Comune di San Dorligo della Valle gestore della Riserva della Val Rosandra, ha illustrato la “Settimana della Riserva” prevista per ottobre, con focus sull’arrampicata e sulla geodiversità.
Dall’altro lato del Friuli, il sindaco di Forgaria Luigi Molinaro ha presentato le iniziative della Riserva del Lago di Cornino, dove il 6 settembre si terrà l’evento “Vivi e liberi di volare – 30 anni di Riserva naturale” in occasione della giornata mondiale degli avvoltoi. Ad agosto, la stessa Riserva ospiterà la “Notte da gufi per bambini coraggiosi”, un momento dedicato alle famiglie per avvicinarsi alla natura attraverso il gioco e l’osservazione scientifica di specie come lo sciacallo dorato e la lontra europea.
Trent’anni di storia tra le lagune e le foci dei fiumi
L’arco costiero sarà protagonista grazie al coordinamento di Matteo De Luca, responsabile scientifico delle Riserve dell’area lagunare. Il 5 e 6 settembre si farà festa per i trent’anni delle Riserve naturali di Marano lagunare, tra cui le Foci dello Stella e la Valle Canal Novo, con visite guidate, laboratori di archeologia sperimentale e uscite in canoa.
Sempre a settembre, nella Riserva naturale Valle Cavanata, si terrà l’incontro intitolato “30 anni di Valle – Il percorso della Riserva naturale da Ramsar ad oggi”. Il programma costiero si concluderà a novembre nella Riserva naturale Foce dell’Isonzo con un convegno sulla storia dell’area e la presentazione di tre pubblicazioni scientifiche fondamentali, tra cui il Compendio avifaunistico 1990-2025 e l’Atlante della Flora di pregio.
Venzone epicentro della transizione ecologica regionale
Il momento più istituzionale e rivolto al futuro è fissato per il 24 maggio a Venzone in occasione del Parkfest. Pierpaolo Zanchetta, del Servizio Biodiversità regionale, ha spiegato che lo scopo del momento informativo è duplice, servendo da una parte a rappresentare come le aree protette siano state il punto centrale per la tutela della biodiversità, e dall’altra a illustrare le sfide future considerando queste realtà come nuclei di innovazione per la transizione ecologica.
Il percorso celebrativo si chiuderà ufficialmente a novembre con il convegno finale del progetto di Identità di sistema delle aree naturali protette del Friuli Venezia Giulia, un’iniziativa volta a rendere coordinata e allineata l’immagine di tutte le aree protette per rafforzare il legame tra natura, cultura e identità territoriale.




