L’ultima notte del Patriarcato di Aquileia prima della grande caduta

La presentazione del volume edito da Forum e Teatro Club Udine.

Nell’antica sapienza della Chiesa aquileiese rappresentava il senso dell’attesa di una nuova luce. Un momento che avrebbe annunciato non solamente che la notte era finita, ma che una nuova speranza baluginava per il mondo. Era l’Officium tenebrarum, l’ora più oscura. Ed è questo anche il titolo dell’ultima produzione del Teatro Club Udine che, insieme a Tinaos, ha dato vita a uno spettacolo andato in scena questa estate grazie alla penna instancabile di Angelo Floramo.

“Officium Tenebrarum. L’ultima notte del Patriarcato di Aquileia” è diventata ora anche una pubblicazione, edita da Forum editrice per la collana (s)confini, che sarà presentata in una diretta streaming mercoledì 3 febbraio alle 20.30, in una felice collaborazione tra Forum, Teatro Club e circolo culturale Arci Nuovi Orizzonti. A dare voce e anima al volume, in diretta sulle pagine Facebook di Forum, Circolo Nuovi Orizzonti Arci Udine Rizzi e Teatro Club Udine saranno Angelo Floramo e Gianni Cianchi.

“Per inserire all’interno del Palio studentesco 2020 anche un evento che ricordasse la fine del Patriarcato di Aquileia – racconta la presidente del Teatro Club, Alessandra Pergolese, spiegando la genesi del progetto –, su un’idea di Massimo Somaglino abbiamo proposto ad Angelo Floramo di scrivere un testo drammaturgico sull’ultima predica di Lodovico di Teck da trasporre in una lettura scenica. Da lì – prosegue – il debutto nazionale l’estate scorsa nel cartellone di Udine Estate, dato che come tutti ricordano l’edizione 2020 del Palio è saltata a causa del primo lockdown. Una serata, quella andata in scena, che ha visto l’intensa interpretazione di Somaglino affiancare sul palco il suggestivo dialogo tra l’autore, Angelo Floramo, e Gianni Cianchi. Ed è lo stesso Cianchi – conclude – che ha curato la prefazione del libro che ora vede la luce grazie a Forum”.

Nel tempo sospeso che il mondo intero sta vivendo a causa della pandemia, nella clausura del lockdown, Angelo Floramo, infaticabile uomo di penna e di ricerca, ha composto, su proposta del Teatro Club Udine un testo teatrale che racconta la personale vicenda dell’ultimo Patriarca aquileiese, drammatizzandola in un ipotetico, e forse mai avvenuto, ultimo pontificale tenuto all’abbazia di Aquileia, prima della caduta dello Stato Patriarcale a favore della Repubblica di Venezia.

È la notte del Venerdì Santo del 1420. Lodovico di Teck, prepara la messa che officerà il giorno dopo davanti ai suoi fedeli, l’ultima appunto del Patriarcato di Aquileia. Aggirandosi nello spazio della cripta della basilica, Lodovico è chiamato a fare i conti con il senso ultimo delle cose, seduto sul bordo degli eventi, suo malgrado. Davanti a un mondo invecchiato, ferito, destinato a scomparire il patriarca ci lascia intuire che ci troviamo in realtà sul margine estremo dove si intrecciano a gomitolo tanti confini. Un testo fortemente storico, filosofico e filologico, dove, giocando con le sovrapposizioni tra il tempo di Lodovico e quello attuale, così simili per tanti aspetti, Floramo si interroga sullo svelamento e l’interpretazione della storia.