Caso Uno Bianca, indagini sulla morte di Pietro Gugliotta ad Arba

La Procura di Bologna farà ulteriori accertamenti sulla morte di Pietro Gugliotta, ex componente della Banda della Uno Bianca morto suicida lo scorso gennaio nella sua abitazione di Arba, in provincia di Pordenone. La notizia del decesso è emersa pubblicamente soltanto nei giorni scorsi.

A seguire l’inchiesta sono la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pubblico ministero Andrea De Feis, che acquisiranno la documentazione relativa agli accertamenti già svolti in Friuli Venezia Giulia. I magistrati intendono inoltre ascoltare il medico legale che si è occupato del caso e alcuni familiari di Gugliotta, in particolare la seconda moglie. Lo riporta l’Ansa.

Gugliotta era considerato uno dei gregari della Banda della Uno Bianca, con un ruolo di supporto al gruppo criminale guidato dai fratelli Savi. Non era stato condannato per gli omicidi, ma per rapine nel Riminese e per attività di supporto logistico.

Ex poliziotto, era stato arrestato il 25 novembre 1994 e condannato a vent’anni di reclusione. Dopo quattordici anni, era stato scarcerato nel luglio 2008. Dopo la detenzione si era trasferito in Friuli Venezia Giulia, ad Arba, dove viveva con la seconda moglie. Aveva lavorato in una cooperativa per il reinserimento degli ex detenuti fino alla pensione, arrivata circa un anno fa.

La telefonata all’avvocata prima del suicidio

Secondo quanto riferito dalla legale Stefania Mannino, Gugliotta l’avrebbe contattata poco prima di togliersi la vita. L’ex poliziotto, sempre secondo il racconto dell’avvocata, le avrebbe detto di doverle parlare con urgenza. Dalle prime informazioni emerse, il gesto sarebbe legato a motivi familiari.

Gugliotta doveva essere ascoltato dagli inquirenti

A Pietro Gugliotta non era ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Procura di Bologna, ma gli investigatori avevano già programmato di sentirlo nell’ambito delle indagini in corso sulla Banda della Uno Bianca.

Oltre a Gugliotta, gli inquirenti avevano intenzione di ascoltare anche Roberto Savi, i suoi fratelli Fabio e Alberto e gli altri ex componenti della banda. La Procura bolognese sarebbe venuta a conoscenza della morte dell’ex poliziotto soltanto diverso tempo dopo i fatti, durante gli approfondimenti investigativi avviati per concorso in omicidio sulle vicende legate alla Uno Bianca.