Tornano a crescere i prestiti alle imprese in Italia e anche il Friuli Venezia Giulia registra un segnale positivo. Ma dietro al dato complessivo si nasconde una frattura profonda: le micro e piccolissime imprese, che rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo regionale, continuano a vedere ridursi l’accesso al credito.
È quanto emerge dall’ultimo report dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che analizza l’andamento degli impieghi vivi alle imprese tra novembre 2024 e novembre 2025.
FVG sopra la media nazionale, ma il Nord Est arretra
Nel complesso, in Italia i prestiti alle imprese sono aumentati dello 0,8 per cento in un anno, pari a circa 5 miliardi di euro. Il Friuli Venezia Giulia fa meglio della media nazionale: i finanziamenti alle imprese sono passati da 12,98 miliardi a 13,19 miliardi di euro, con un incremento di 216,6 milioni, pari al +1,7 per cento.
Un ottimo risultato, soprattutto se si considera che il Nord Est nel suo complesso registra invece una flessione dell’1,1 per cento. La regione si colloca dunque tra quelle che hanno mostrato maggiore dinamismo sul fronte del credito, in controtendenza rispetto ad altre aree del Paese.
A livello provinciale, i dati confermano la tendenza positiva. Udine segna la crescita più consistente con un aumento di 179,7 milioni di euro, pari al +2,9 per cento, portando gli impieghi a 6,27 miliardi. Gorizia cresce del 3,9 per cento con 34,3 milioni in più, Trieste registra un incremento più contenuto dello 0,3 per cento, mentre Pordenone rimane sostanzialmente stabile con una lieve flessione dello 0,3 per cento.
Il nodo delle micro imprese: -6,4% in FVG
Il quadro cambia radicalmente se si guarda alle imprese con meno di 20 addetti. In Friuli Venezia Giulia gli impieghi vivi a favore di queste realtà sono scesi da 2,05 miliardi a 1,92 miliardi di euro, con una contrazione di 131,2 milioni, pari al -6,4 per cento.
Si tratta di un calo superiore alla media nazionale, che si attesta al -5 per cento, e che conferma una tendenza diffusa in tutte le regioni italiane. Anche in FVG il segno meno riguarda tutte le province: a Udine i prestiti alle micro imprese diminuiscono di 76 milioni (-7,1 per cento), a Pordenone di 30,2 milioni (-5,5 per cento), a Gorizia di 12,7 milioni (-6 per cento) e a Trieste di 12,3 milioni (-5,3 per cento).
Un dato particolarmente rilevante per una regione dove artigiani, piccoli imprenditori, commercianti e titolari di partita Iva costituiscono la base del sistema economico e occupazionale.
Perché le piccole restano indietro
Secondo l’analisi della CGIA, il fenomeno non è episodico ma strutturale. Le micro imprese sono considerate più rischiose per la maggiore volatilità dei ricavi e la minore capitalizzazione. Le regole prudenziali introdotte negli ultimi anni impongono alle banche maggiori accantonamenti di capitale per i prestiti ritenuti più rischiosi, rendendo meno conveniente finanziare le realtà di dimensioni ridotte.
Incidono anche i costi operativi, che per un piccolo finanziamento sono simili a quelli di un prestito più consistente, e la progressiva trasformazione del sistema bancario, con la riduzione degli sportelli e il venir meno del modello di banca territoriale, tradizionalmente più attento alla relazione diretta con l’imprenditore.
Nel 2025 la domanda di credito è tornata a crescere, soprattutto per investimenti a lungo termine, ma la ripresa riguarda principalmente le imprese più strutturate, mentre le micro continuano a scontare maggiori difficoltà.




